L'ANARCHICO #28 - Pallone d'Oro, un credo distrutto

Un premio storico che vede il suo credo distrutto per puri fini commerciali

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L'ANARCHICO #28 - Pallone d'Oro, un credo distrutto

Negli anni abbiamo visto tanti esiti diversi nel mondo del calcio e sicuramente anche il Pallone d'Oro ne è stato protagnonista.
Da una premiazione al vero e unico giocatore dominante durante la stagione, il premio si è trasformato in una sfilata di sponsor e trofei dove i numeri e il dominio sono passati in secondo piano rispetto al "nome"

Oggi abbiamo avuto la conferma di come questo riconoscimento si sia confermato ancora una volta in quello che speravo non si sarebbe mai trasformato.
Lionel Messi vince il Pallon d'Oro dopo una stagione (2018-2019) con 50 presenze e 51 reti totali che hanno portato alla sola e unica vittoria della Liga spagnola e una semifinale di UEFA Champions League dove lo stesso Lionel segnò un meraviglioso calcio di punizione nel match d'andata per poi subire la remuntada nel ritorno contro i "Reds" di Jurgen Klopp.

Proprio in quei "Reds" milita ancora oggi un talento cristallino precedentemente criticato per i troppi milioni spesi per il suo cartellino e poi trasformatosi in un idolo per i tifosi della Kop grazie alle sue fantastiche prestazioni nel reparto difensivo.

Un giocatore capace di bloccare chiunque, di rendere la difesa del Liverpool e della nazionale olandese come una delle migliori d'Europa e, grazie ai suoi salvataggi determinanti di trascinare il club fino ad alzare la coppa dalle grandi orecchie.

Un fenomeno senza il quale Klopp non avrebbe mai gestito una squadra capace di chiudere una stagione al secondo posto in Premier League con 97 punti (uno meno della vincitrice, Manchester City) e al primo in Champions.
Un giocatore che senza alcun dubbio avrebbe meritato a mani basse il premio di Pallone d'Oro, un risultato storico considerando che l'ultimo difensore a raggiungere questo traguardo fu Fabio Cannavaro nel 2006 e invece no, l'argentino ha superato ogni aspettativa e si è preso con le unghie e con i denti questo riconoscimento per la sesta volta in carriera superando quindi i 5 traguardi di Cristiano Ronaldo (giunto terzo in questa edizione e assente dalla premiazione in quel di Parigi).

Facciamo un passo indietro e torniamo al 2010, un anno in cui l'F.C. Internazionale vinse praticamente tutto grazie alle idee di Mourinho, i suoi schemi, quel pizzico di fortuna sempre utile, ma soprattutto grazie a Wesley Sneijder, il vero giocatore chiave dei nerazzurri per arrivare al successo.

Wesley arrivò anche nella finale dei Mondiali risultando anche li un elemento di punta trascinando su di se il peso degli orange, un anno perfetto per lui che si sarebbe dovuto concludere con un ultimo capitolo, la vittoria del Pallone d'Oro.

Ma ahimè anche in quel caso andò tutto nelle mani di Lionel Messi che oltre alle reti meravigliose sigillate, alzò al cielo la Liga e, ancora una volta, non riuscì a fare l'impresa con la sua nazionale perché incapace di spingere il gruppo come invece sono riusciti a fare altri colleghi (vedi appunto CR7 con il ben meno quotato Portogallo).

Ebbene, quell'episodio fu il primo a cambiare completamente il concetto di Pallone d'Oro, di stravolgerne l'usanza e il credo e proprio da quel 2010 tutto è cambiato.
Da li in poi sono arrivate altre vittorie per Lionel (2011, 2012, 2015, dove per opinione personale solo due di queste tre corrisposero realmente a un premio un vero e proprio merito) e Cristiano Ronaldo (2013, 2014, 2016, 2017, dove se nelle prime due si sarebbe potuto ambire a nomi come Ribery e Neuer, le ultime due furono effettivamente annate con completo dominio per il portoghese); l'unico che è riuscito a rompere questa catena fu Lukas Modric, trionfando come avrebbero dovuto fare Sneijder, Ribery e Neuer, croato unico e inimitale e capace di vendicare tutti i nomi che, al contrario di lui, non sono riusciti nell'impresa.

Oggi Messi riaccende la catena che forse avrà fine solo con il ritiro suo e di Ronaldo o forse no? Resta di fatto che, anche questa volta, il risultato non ha rispettato le aspettative o, per meglio dire, non ha premiato chi davvero avrebbe meritato senza alcun dubbio tale riconoscimento.

Perdonatemi, ma non posso far altro che ritenere questo finale come offensivo alla nostra intelligenza, noi giornalisti e voi tifosi formiamo assieme una popolazione che manda avanti questo sport, ma non siamo di certo stupidi dormienti e non meritiamo che premi come il Pallone d'Oro rappresentino una pura commericalata dopo decenni di storia.
Rispetto per tutti, ma onore vero a Virgil Van Dijk, l'unico che avrebbe davvero meritato l'oro.