L'ANARCHICO #27 - Lui, Ibra

Finisce anche l'esperienza in MLS per Ibrahimovic, ma ora dove sarà il suo futuro a 38 anni suonati?

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L'ANARCHICO #27 - Lui, Ibra

Ebbene si, anche l'avventura americana è terminata per Zlatan Ibrahimovic. Due stagioni che hanno portato lo svedese a totalizzare ben 58 presenze condite da 53 reti, segno che anche a 38 anni e pur giocando in un campionato inferiore rispetto ai più noti europei, un calciatore come lui non perderà mai il tocco.

In compenso Zlatan non ha alzato alcun trofeo durante i suoi due anni in MLS, una rarità ripetutasi solo nella sua prima esperienza professionistica con la maglia del Malmoe. Ma non è questo che conta, il suo palmares parla chiaro, le sue prestazioni anche e d'altronde è anche questo il motivo per il quale lui stesso si definisce l'unico Dio del calcio (e non solo) presente su questa terra.

Un ulteriore conferma a riguardo è testimoniata dal suo tweet di addio all'America clacistica: "Ora potete tornare a guardare il baseball" Sempre così, sempre eccentrico, sempre al primo posto, perché come lui scrisse sul suo primo libro (Io, Ibra ndr): "Quando mi alzo la mattina e metto i piedi per terra, la prima cosa che faccio è quella di credere di essere il migliore al mondo e dimostrare con le mie azioni di esserlo a tutti gli effetti"
In fin dei conti però è anche questo che ci piace di lui, questo lato che, in un modo o nell'altro, ci strappa un sorriso e ci fa mettere per un istante le rivalità di questo sport da parte.

Al momento non sono certo di quale sarà il suo futuro, si vocifera il Bologna per quella che risulterebbe una trattativa di mercato pazzesca o addirittura il Milan (squadra e tifosi che dopo la sua esperienza Zlatan non ha negato di amare) per poter dare personalità a uno spogliatoio privo di una vera guida.

In qualunque campionato andrà a giocare, qualunque maglia vestirà, quello che farà Zaltan Ibrahimovic farà sempre parlare di se, farà sempre divertire ognuno di noi e ci farà sicuramente rivivere i ricordi migliori dei suoi anni d'oro, come l'assisrt e la rete nel derby di marzo 2007 dove annullò il Ronaldo rossonero o come quella doppietta al Tardini del 18 maggio 2008, due reti che valsero uno scudetto, il sedicesimo per l'Inter.

Ibra sarà sempre la storia di questo calcio e noi lo ringrazieremo sempre di vero cuore. E si, gli americani del soccer ora potranno tornare a guardare il baseball.