L'ANARCHICO #25 - Questo non è il Milan

I problemi economici, errori dirigenziali e tifosi furiosi. Giampaolo paga, ora arriva Pioli con la speranza di ricevere pazienza e rispetto

by   |  LETTURE 283
L'ANARCHICO #25 - Questo non è il Milan

Una società competente è in grado di possedere una proprietà capace, dei fondi sani, una dirigenza altrettanto sana e ovviamente dei giocatori utili, obbedienti e ancor prima devoti.
Questo non è il Milan.

La gloriosa società rossonera da diversi anni sta soffrendo dei cambi di proprietà e ulteriori cambi societari con staff rinnovati di anno in anno, una semplice dimostrazione è visibile dal caso Leonardo che solo un anno fa tornò a Milanello e solo pochi mesi fa ha nuovamente lasciato la Milano rossonera per tornare in quel di Parigi e fare le fortune del Paris Saint Germain.

Una società che a tutti gli effetti si è trovata con idee offuscate che ahimè hanno portato ad una serie di manovre errate nel mercato rossonero. Un mercato privo di grandi colpi a causa dell'economia instabile del club e della sua proprietà americana che paga i peccati commessi dall'ignota cinese.
Il Milan ha rinunciato alla partecipazione all'Europa League 2019/2020 in favore del Torino (che non è riuscita a superare ii playoffs contro il Wolverhampton), una scelta per poter sviare in qualche modo le norme UEFA per il mercato e poter ripartire...

una ripartenza rivelatasi falsa. Mister Giampaolo è un allenatore capace che in passato ha saputo gestire alla grande le squadre da lui allenate. Mi tornano in mente il suo Catania o la più recente Sampdoria che ci ha donato un old Quagliarella capocannoniere della Serie A dello scorso anno e quindi davanti anche ad un certo Cristiano Ronaldo nella classifica cannonieri.

Giampolo avrebbe meritato senza alcun dubbio una stagione migliore con il Milan, era l'uomo giusto per ripartire, quello più pertinente per una società che deve scrivere nuovamente la sua storia.
Ma per quale motivo questa storia ha avuto fine prima ancora di poter avere un degno inizio? L'allenatore ha una sua filosofia di gioco, d'altronde se viene ingaggiato è perché il club ha serie intenzioni di adottare quel credo e per farlo servono determinate operazioni.

Nuovi schemi, nuove proposte ai giocatori già in rosa e ovviamente nuovi innesti dal mercato, obiettivi che appunto si sposano alla perfezione con quel tipo di gioco.
La società ha però scelto di fossilizzarsi sul profilo di Suso e di rendere il suo principale esterno come il trequartista di Giampaolo, scelta che ovviamente ha portato l'allenatore a sperimentare e a fallire.

Le difficioltà economiche del club, la mancata volontà della dirigenza di realizzare gli obiettivi del suo allenatore (preciso, da loro scelto) sul mercato, hanno così tagliato le gambe a Giampaolo e conseguentemente anche alla Sampdoria che ha dovuto virare sul profilo di Di Francesco, rivelatosi un vero e proprio fiasco.

Maestosa, imponente ed eterna è la storia dell'A.C. Milan, un Milan che ancora una volta sarà all'anno zero con Stefano Pioli in panchina. Un mister di fascia medio-alta tra gli italiani, preparato, consapevole della situazione e soprattutto di fede interista (cosa rivelata durante la sua panchina in nerazzurro nella stagione 2016/2017 che molto ricorda l'attuale dei rossoneri).

I tifosi sono furiosi, mancano di supportare la società e il suo nuovo allenatore che, come il precedente, colpe non ne ha. Si riparte da Pioli, con la consapevolezza che Maldini e Boban dovranno farsi venire in mente delle idee utili per apportare le giuste modifiche, per ripartire e per dare ancora una volta la gloria all'A.C.

Milan.
Servirà tempo, ma possibilmente evitate di bruciare allenatori che meriterebbero più rispetto (vedi Giampaolo e lo stesso Pioli).