L'ANARCHICO #24 - Ma è davvero colpa di Giampaolo?

Scaricare le colpe non è la cosa migliore, specie se di mezzo c'è un Giampaolo che di colpe non ne ha

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L'ANARCHICO #24 - Ma è davvero colpa di Giampaolo?

Dopo sei giornate la nostra amata Serie A Tim ha tirato fuori le prime sentenze, o almeno quelle che saranno le lotte più interessanti di tutto il campionato. Nella parte alta troviamo una Inter a punteggio pieno che quindi, sotto la gestione di Antonio Conte, è pronta a fare guerra a Juventus e Napoli (con quest'ultima che non cessa di inciampare contro le piccole) per la lotta al titolo.

Lazio, Roma, Torino e Atalanta, come lo scorso anno, si contenderanno un posto in Champions oltre che la classica lotta per l'Europa League cui sono abituati da due stagioni a questa parte. La zona salvezza invece vede al centro dell'attenzione una deludente, quanto sfortunata Spal, un Genoa costantemente in quelle zone anno dopo anno e ahimè una Sampdoria al di sotto delle aspettative, specie considerando il ritorno di Di Francesco in panchina.

E poi? Beh, poi c'è il Milan, ma è davvero il Milan? Nonostante le mie simpatie calcistiche vadano per l'altra parte di Milano, quella nerazzurra, ho sempre nutrito grande stima per i rossoneri, specie per la loro storica bandiera che è stata e sarà sempre Paolo Maldini.
Bene, oggi però il Milan ha poco per cui essere stimato a partire da una società di dubbio gusto che da oltre tre anni ad oggi sta creando una confusione assurda a tutti i suoi dipendenti, giocatori inclusi, ma se il vero problema è alla radice, allora perché il popolo rossonero (e non solo) non fa altro che dare colpe al proprio allenatore? Parliamoci chiaramente, per quanto Mister Giampaolo sia un fan dello sperimentare, specie quando da inizio ad un nuovo progetto, ha davvero lui tutte le colpe del momento attuale che sta vivendo questo Milan?
Sei partite e siamo già alla terza sconfitta consecutiva contro tre rivali per l'Europa tra le quali; Inter nel derby (2-0 per i nerazzurri), Torino (2-1) e proprio ieri sera la Fiorentina (3-1 per i viola) e adesso?
Moduli a parte, come può un allenatore (che per me rimane più che buono e sicuramente qualificato per poter allenare un grande club pronto alla rinascita) come Giampaolo a dover fare l'impossibile se è costretto a tenersi stretto un giocatore come Suso che non corrisponde minimamente alla sua ideologia tattica? Sempre il mister come può creare un ciclo se non può vedere adottata la sua mentalità in campo? Come scritto da un mio personale amico sul proprio account Facebook (Simone Spada ndr):
"Oggi è facile prendersela con Marco Giampaolo.

Si prende colpe sue e non sue. Nessuna parola si leva su Maldini e Boban, sono due glorie, è difficile toccarli. Eppure ci sarebbe tanto da dire. Ad esempio: se si sceglie di aprire un nuovo ciclo e di affidare la panchina a Giampaolo, la prima mossa deve essere quella di rivoluzionare la squadra.

Invece è rimasta la stessa di Gattuso, con alcune aggiunte fatte totalmente a caso. Pensare che questo Milan potesse funzionare con Musacchio, Rodriguez, Biglia, Calhanoglu, Kessie, Castillejo e Suso in rosa era ed è una follia.

Pensare che possa funzionare con Duarte, Leao e Rebic è un mistero. I due dirigenti sopracitati avrebbero dovuto costruire una squadra a immagine e somiglianza del tecnico scelto, aver pazienza e vedere cosa sarebbe successo.

Invece ora Giampaolo ha addosso un fardello che non riesce a manovrare e verrà bruciato come sono stati bruciati tanti allenatori prima di lui." Non posso dargli torto e sicuramente non lo farò, io e Simone viaggiamo spesso sulla stessa linea d'onda, pare però che lo stesso non valga per società e allenatore in quel di Milano, sponda rossonera.