Problemi per Beckham: stop al nuovo stadio

L'area in cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio è contaminata dall'arsenico

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Problemi per Beckham: stop al nuovo stadio

Non è ancora stato costruito (il contratto di locazione della durata di 99 anni è attualmente in fase di negoziazione), ma lo stadio da 25.000 posti dell’Inter Miami di David Beckham potrebbe rischiare di non vedere mai la luce, perlomeno non nel posto dov’era stato inizialmente ipotizzato che venisse costruito.

Il terreno in cui dovrebbe nascere l'impianto presenta una contaminazione di arsenico, piombo e bario due volte superiore ai limiti di legge, il terreno precedentemente era utilizzato come inceneritore municipale, ovviamente questo rappresenta un grave pericolo per la salute e il rischio adesso è quello di cambiare zona.

A scoprire l’entità dell’inquinamento ambientale dell’area destinata alla realizzazione dell’impianto sportivo (un progetto da 1 miliardo di dollari che comprende anche un hotel, uffici, negozi e campi da calcio sul tetto di un parcheggio) è stato uno studio compiuto da una società di analisi ambientali assunta dal club (la EE&G), mentre una seconda indagine, condotta dal DERM (acronimo per il Department of Environmental Resources Management), ha confermato la presenza di elevate concentrazioni di piombo nel sottosuolo.

I nuovi test saranno pagati dallo stesso Inter Miami, i cui esperti avevano inizialmente stimato una spesa di 35 milioni di dollari (31,5 milioni di euro) per la bonifica del terreno, che però, sempre a detta di Suarez, ora supererebbe i 50 milioni di dollari (45 milioni di euro).

Di certo, adesso i tempi stringono: l’Inter Miami arriverà infatti nella Major Soccer League nel 2020 e fino a quando lo stadio non sarà pronto (inquinamento ambientale permettendo), dovrà disputare le proprie partite casalinghe a Fort Lauderdale.