L'ANARCHICO #22 - La poesia di Aritz Aduriz

La perla di un talento straordinario che ora è giustamente sulla bocca di tutti, Aritz Aduriz

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L'ANARCHICO #22 - La poesia di Aritz Aduriz

Nel mondo del calcio ci sono diversi tipi di giocatori, quelli scadenti, quelli buoni, quelli talentuosi, quelli fenomenali e quelli leggendari. Tutti questi hanno giocato in squadre più o meno gloriose per svariati motivi, errori di mercato, proiezioni future sbagliate, mosse di mercato azzeccate, ragioni di tattiche, politiche del club, pressioni dei manager o degli agenti ecc.
Poi ci sono quei giocatori come Aritz Aduriz, elementi che non hanno mai fatto parlare di se in lato negativo, che si sono sempre dedicati alla loro passione, che è il loro lavoro, accettando ogni tipo di scelta del proprio allenatore o del proprio presidente.

Aduriz ha sicuramente vissuto una carriera buona, ma sicuramente avrebbe potuto ambire tranquillamente a qualcosa di ben più glorioso e magari avere la possibilità di alzare qualche trofeo in più di una semplice Supercoppa spagnola.

Lui d'altronde fa parte di quella lista citata ad inizio articolo e collocabile tra le file dei talentuosi, ovvero quei giocatori che hanno un potenziale che magari riescono ad esprimere o meno nel corso della loro carriera, talenti che non sempre trovano fortuna o che magari non sempre vengono osservati nel momento giusto, oppure si.

Il talento non è per tutti e per notarlo e tirarlo fuori, sceglierà lui il momento giusto ed il posto adatto. Quello di Aduriz, se prima avevate dubbi a riguardo, è fuoriuscito al minuto ottantanove di un Athletic Bilbao - Barcellona dove allo Stadio San Mames i biancorossi si sono imposti per 1 a 0 proprio grazie alla rete del suo numero 29.
Cross dalla destra di Capa e dopo neanche un minuto dal suo ingresso in campo al posto di Williams, Aritz si innalza, si gira, centra la palla e quella stessa sfera va in rete alle spalle di Ter Stegen.

Una rovesciata fenomenale, impressa nella mente di tutti i presenti allo stadio, un giocatore che a 38 anni suonati tira fuori una perla che i migliori giovani italiani e non faticano ancora a realizzare. Li, proprio in quel minuto 89, ti accorgi di quanto sia meraviglioso assistere a cose simili, quando il talento finalmente viene fuori e conferma quanto di buono hai fatto finora e magari fai capire quanto di ancora più buono avresti meritato.

Ho conosciuto Aduriz durante i suoi anni al Mallorca dove non feci a meno di soffermarmi sul gioco del rossi che, grazie proprio all'attaccante in campo, riuscivano ad avere una profondità e una compattezza come pochi altri club.

Poco dopo l'ex numero 9 passò al Valencia dove rimase per due stagioni vivendo momenti alternati. Se il primo anno fu positivo nonostante la concorrenza di Soldado (andò comunque in doppia cifra), il secondo fu meno a causa del cambio in panchina del club, cosa che portò Aritz a non essere più parte del progetto (nonostante più volte salvò i suoi da sconfitte o pareggi di dubbio gusto).

Avvenne così il ritorno a Bilbao (dove milità anche prima dell'esperienza Mallorca) e ricominciò a suon di goal con tanto di dicitura di capocannoniere della UEFA Europa League nel 2015-2016 e 2017-2018.
Il capitolo nazionale potete ben capire come non sia stato semplicissimo a causa della fin troppa concorrenza presente, ma comunque in dodici delle tredici partite giocate il minutaggio in campo è stato breve, ma comunque utile per siglare due reti anche con la maglia più importante che uno spagnolo possa indossare in carriera.
Per l'appunto una carriera che lo ha visto sempre militare nella Liga spagnola, ma in club di fascia medio alta.

Un giocatore che non ha mai avuto l'opportunità di fare quel definitivo salto di qualità capace anche di far maturare in via definitiva quel talento mostrato al San Mames qualche ora fa. Onestamente non sappiamo perché ciò non è mai avvenuto, forse nessuno lo ha notato nel momento giusto o magari in pochi ci hanno voluto puntare sul serio o, perché no, magari è stato proprio lui a scegliere l'opzione di dedicare la sua intera carriera a club come il Bilbao, uno dei più gloriosi della Spagna intera.
Quello di cui sono certo è che questa sua perla testimonia ancora una volta il suo talento (dimostrazione visibile in gran parte delle sue reti, per gran parte proprio al Bilbao dove finora ha militato per 15 stagioni tra giovanili e prima squadra) e la sua grande dedizione al lavoro.
Il mondo del calcio avrebbe bisogno di tanti Aritz Aduriz, specie nei settori giovanili.

Il talento non sta solo nei piedi, non è per tutti, ma è per tutti provarci. 284 reti in 763 presenze con i club, 2 reti in 13 presenze con la nazionale, un esempio di umiltà e ora un talento che tutti hanno finalmente sulla bocca.

Anche se domani lo dimenticherete perché sarà passata la moda, signore e signori, un doveroso applauso ad Aritz Aduriz. RESPETO