Platini e il possibile complotto ai suoi danni

L'ex presidente della Uefa è tornato a parlare di ciò che gli è capitato tra il 2015 e il 2016.

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Platini e il possibile complotto ai suoi danni

Michel Platini parla di vero e proprio complotto ai suoi danni. L'ex presidente della Uefa è tornato a parlare della vicenda che tra il 2015 e il 2016 gli è costato il suo ruolo manageriale, attaccando principalmente FIFA e Tas: "Tutti hanno capito che c'è stato un complotto contro di me, orchestrato da qualcuno che è all'interno del calcio.

Credo FIFA e Tas. Infatti nel 2015, al sorteggio di Montecarlo, ero stato messo sull'attenti. Non posso dire chi mi ha fatto questa rivelazione, ma il tutto era finalizzato ad impedire la mia elezione a presidente della FIFA.

C'era in ballo mio figlio che lavorava in Qatar, ma soprattutto quella storia di Blatter. Per me era un lavoro svolto per la FIFA in quegli anni e pretendevo di essere pagato: se mi avessero detto che non mi avrebbero pagato, avrei agito diversamente."

Ha poi continuato: "Rivolgermi ai giudici sportivi è stata una perdita di tempo, avrei dovuto muovermi subito con quelli civili. Solo che se lo fai quando sei in carica, per la FIFA sei automaticamente fuori. Non credo che Infantino c'entri qualcosa con tutta questa vicenda, ma dopo la sua elezione ha fatto di tutto per far sì che io non tornassi.

Fu lui stesso a dirmi che si sarebbe candidato: magari sapeva qualcosa, magari no." Su Infantino: "Sono rimasto sorpreso dalle sue ambizioni. Non è legittimato né è credibile come presidente.

Non basta pescare le palline o presentare i sorteggi per ricoprire un ruolo di questo tipo. Poi ne ha dette di ogni tipo contro la FIFA e ha voltato le spalle al calcio femminile prima di presentare i Mondiali: come fa ad essere presidente? È stato un buon generale, mi ha anche sostenuto e forse l'ha fatto per diventare presidente UEFA, ma questo è ciò che traspare."

Discorso complicato che alimenta i dubbi sui dirigenti UEFA e FIFA: "In pochi hanno provato a darmi una mano o semplicemente a sostenermi. Giancarlo Abete, poi nessun altro in maniera decisa. Si è parlato addirittura di riciclaggio, con tutte le illazioni di Bantel.

Anche Blatter ha cambiato atteggiamento nei miei confronti: c'è sempre stata lealtà tra di noi, poi la sua uscita di scena ha alimentato una cattiva atmosfera su di me. Si è arrivati a dire: presidente chiunque tranne Platini."

Sull'assegnazione dei Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022: "Nessuno mi ha intimato di votare per il Qatar, è stata una scelta che ho preso in autonomia. Avevo già deciso di votare per loro e per la Russia, quando sono andato a pranzo con Sarkozy c'erano anche i rappresentanti del Qatar ma questo non c'entra nulla con il mio voto.

Solo Blatter mi aveva chiesto di votare per la Russia." Infine, un pensiero sul Fair Play Finanziario e sul VAR: "Il fair play finanziario è stato un grande successo. Con me, il calcio è passato dai conti in rosso ad una stabilità che si sta rivelando fondamentale anche sul piano dell'amministrazione dei club e dei risultati raggiunti.

Di ciò che è successo dopo la mia esperienza da presidente, contesto solo l'introduzione del VAR: si perde la filosofia del calcio, l'arbitro vede incrementare gli svantaggi in relazione alle sue capacità e i giocatori possono approfittarne.

Il rigore dato in finale di Champions lo dimostra: da domani si crossa per cercare il fallo di mano ed è automaticamente rigore."