Milan: Come rinascere?

Come può rinascere il Milan? Un amico e tifoso gentile come Samuele Salis ci dice la sua

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Milan: Come rinascere?

Edizione speciale a tinte rossonere che vede l'intervento di un personale amico e un gentile tifoso (tipologia di tifoseria che il calcio odierno sembra aver dimenticato). Ringrazio quindi Samuele Salis e buona lettura a voi tutti.

È il giorno dell'Epifania del 2012 e Galliani, come suo solito, sta mettendo a segno uno dei grandi colpi che ha caratterizzato la sua carriera al Milan: Carlos Alberto Martínez Tévez, o più semplicemente, Carlitos Tévez.

In quel momento i rossoneri si trovano primi in classifica ad una sola lunghezza dalla Juventus di Conte, e l'amministratore delegato del diavolo sta lavorando per rafforzare la rosa della sua squadra per poter vincere il secondo scudetto consecutivo.

Per poter portare l'attaccate del Manchester City a Milano, parallelamente si deve definire il trasferimento di Pato al Paris Saint Germain per 35 milioni. Passano 5 giorni, Galliani si trova a Londra per concludere l'arrivo dell'apache al Milan.

Squilla il telefono, l'AD risponde, ascolta ciò che gli viene detto, e capisce che per avere Tévez al Milan bisognerà aspettare, poiché Pato non ha accettato il passaggio al PSG. Il brasiliano passerà il resto della stagione fra vari infortuni, la Juventus conquisterà il primo degli 8 scudetti consecutivi e inoltre porterà a Torino Carlitos.

Per il Milan inizia uno dei periodi più bui della sua storia: Fininvest è piena di debiti, Berlusconi è quindi obbligato a vendere Thiago Silva e Ibrahimovic al PSG, i soldi per il mercato sono notevolmente diminuiti e, dopo 2 anni, il Milan dirà arrivederci alla Champions League.

Nell'Estate del 2016 pare ci sia una svolta: un acquirente proveniente dalla Cina è interessato all'acquisto del Milan. Ad Aprile 2017 si finalizzerà il passaggio di proprietà da Silvio Berlusconi a Yonghong Li.

Nel mercato estivo vengono spesi più di 200 milioni dal duo Fassone-Mirabelli per riportare in alto i rossoneri. È solo un miraggio: la squadra comincia male, l'allenatore del tempo, Montella, viene esonerato e al suo posto subentra Gattuso e il presidente non riesce a sistemare i debiti con il fondo americano Elliot.

A fine stagione i rossoneri si piazzeranno al sesto posto. L'Estate del 2018 è traumatica: prima il Milan viene escluso dall'Europa per i troppi debiti, poi iniziano a sorgere enormi dubbi sulla società; i soldi effettivamente esistono? I primi di Agosto sembra che il Milan sia risorto come una fenice dalle proprie ceneri: cambio di proprietà, ora c'è il multimiliardario fondo Elliot al comando, in dirigenza ci sono le bandiere Leonardo e Maldini, in panchina c'è Ringhio Gattuso e la squadra è stata sistemata come si poteva.

Anche la stagione 18-19 è quasi giunta al termine, e il Milan ha deluso ancora, rischiando il posto in Champions a favore della lanciatissima Atalanta e di una Roma in ripresa dopo l'arrivo di Ranieri. Le aspettative non sono state rispettate e tutta la dirigenza, la squadra e il mister sono al banco degli imputati per capire cosa è andato storto e trovare un modo per salvare il salvabile.

Indipendentemente dal posizionamento finale, Maldini e Leonardo dovranno rivedere ancora una volta le proprie idee e riportare il Milan dove merita di stare. Per il sottoscritto, ci sono 5 fattori che devono essere limati o completamente rivoluzionati che si presenzi in Champions League o meno: -Allenatore: Gattuso come subentrante di Montella svolse un buonissimo lavoro da Dicembre a Maggio, benché ci siano delle macchie non da poco come il pareggio e la sconfitta con il Benevento, l'eliminazione in Europa League e la clamorosa umiliazione in finale di Coppa Italia.

Nonostante ciò riusci a portare un Milan disperato e senza guida dal decimo posto fino alla possibilità di arrivare in Champions, accontentandosi però in fin dei conti solo dell'Europa League. Questa stagione era partita con buoni propositi, ma la situazione Higuain, i diversi infortuni, l'eliminazione con l'Olimpyakos dall'Europa e la squadra che più volte ha mollato, hanno messo Gattuso alle corde.

Spetta a lui ora riuscire a tirare su il morale e spingere i propri giocatori fino all'Europa che conta. Senza l'obbiettivo principale, l'addio a fine stagione sarà quasi certo. Ritengo comunque necessario un cambio in panchina, perché è palese che Gattuso non abbia più in mano le redini dello spogliatoio e vi sono valide alternative per la panchina rossonera in grado di dare un gioco che nelle ultime partite è stato totalmente assente: dai più probabili Giampaolo e Di Francesco fino a Sarri, Conte e il desiderio Pochettino.

-Giocatori: La squadra ha indubbiamente dato il suo contributo nel basso livello stagionale. Suso ha dato il meglio di sé da Settembre a Dicembre prima di sparire dai radar, Calhanoglu nettamente al di sotto delle aspettative, Higuain che per vari mal di pancia ha salutato la sponda rossonera di Milano già nel mercato di Gennaio, Caldara costantemente infortunato è stata un ulteriore nota negativa.

Bakayoko una delle liete notizie assieme ad un sorprendente Piatek. La panchina eccessivamente corta e assente di valide alternative ha creato difficoltà dall'andata contro la Lazio fino alla sfida con la Spal a fine Dicembre, dovendo adattare Abate difensore centrale e Calabria centrale di centrocampo.

Ci sarà la necessità di rivedere i diversi reparti, acquistando due/tre top player e cedendo gli esuberi. -Società: Gazidis, Leonardo e Maldini hanno diverse responsabilità nei due punti precedenti: probabilmente la situazione Higuain si sarebbe potuta curare con maggior calma, e inoltre il mercato di Gennaio non è stato sfruttato a dovere per trovare delle alternative, anche in prestito, ai titolari.

Quando sono state messe in giro voci false riguardo allenatore, squadra e società, non si sono impegnati per farle cessare. In linea generale, non si sono preoccupati e non si preoccupano di creare un luogo sereno. Sicuramente in futuro dovranno essere più partecipi, appoggiando il mister attuale o chi verrà al posto suo, e non abbandonare i propri posti come fatto nella semifinale di Coppa Italia contro la Lazio a San Siro.

-Competizione europea: Questo punto si collega con quello successivo: l'Europa è il palcoscenico adatto ad una squadra storica come il Milan che deve rilanciarsi. Porta introiti e interesse da parte dei giocatori più importanti in eventuali trattative.

Fondamentale per tornare grandi. -Marketing: Come detto, si collega al punto precedente per il semplice fatto che avendo maggior pubblico e partecipando ad una competizione europea come la Champions, gli sponsor si interesseranno alla squadra e alla società, e ci saranno molte più vendite a livello di abbigliamento e simili.

Inserisco anche la questione stadio, poiché essendo di proprietà, i soldi verrebbero direttamente incassati dalla società e ci sarebbe quindi maggiore disponibilità economica. Ci sono ancora 4 partite e tutta l'Estate a disposizione per non fallire ancora. Il Milan può farcela, può tornare dove conta. Spetta solo a loro ora.