L'ANARCHICO #9 - Sanguinare per la maglia

Lo spirito di sacrificio utile per rafforzare lo spogliatoio e gli animi di una dirigenza convinta di poter ricostruire. Icardi torna, Lautaro si fa male e Keita vuole dimostrare di valere quella maglia. L'Inter dovrà ripartire proprio da queste paro

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L'ANARCHICO #9 - Sanguinare per la maglia

Mauro Icardi torna ad allenarsi con la squadra nello stesso lasso di tempo in cui Lautaro Martinez si infortunia ed è quindi costretto a saltare il big match con la Lazio e, potenzialmente, quello contro il Genoa. Non una situazione semplice quella dell'Inter che ha già diversi infortuni sulle spalle e, con la situazione Icardi vissuta nell'ultimo mese, potrebbe essere in seria difficoltà per la sua lotta in chiave UEFA Champions League.

Dopo la vittoria del derby e quindi il ritorno al terzo posto in classifica della Serie A Tim, l'Inter ha ora il compito di consolidare quella posizione per poter concludere nel migliore dei modi una stagione buona, ma non esaltante.
Sicuramente il terzo posto rappresenterebbe un piccolo miglioramente rispetto al quarto dello scorso anno con qualificazione giunta in extremis alla Champions.

I tifosi avrebbero voluto vedere una squadra pronta ad alzare un trofeo come la Coppa Italia o la UEFA Europa League, ma nessuno ha mai preteso nulla e considerando come i giocatori hanno affrontato il difficilissimo girone di Champions (eliminati esclusivamente per la differenza reti), mister Luciano Spaleltti può finora ritenersi soddisfatto.

Mancano ancora dieci partita, la strada è ancora lunga e il lavoro da fare ancora notevole. Li davanti però scalpita Keita Balde Diao che afferma di voler dimostrare il suo valore e giocare nell'Inter per molti anni dato che vuole seriamente meritare quella maglia.

Non una cosa da tutti, uno spirito importante che rafforza il rapporto con i tifosi ed evidenzia la mentalità dello spogliatoio nonostante il caso Icardi che ha seriamente rischiato di bruciare l'intero ambiente.

Bisognerà fare ancora molto per riuscire a raggiungere uno stile societario simile a quello della gestione Moratti o, in tempi moderni, al famoso "Stile Juve" tanto esaltato non solo dai tifosi bianconeri.

Una strada che riparte dalle parole di Keita, dal match contro la Lazio e forse da quel giovane Lautaro visto come un uomo maturo nel derby terminato 3-2 in favore dei nerazzurri.