La parabola discendente del "Sarrismo" in Inghilterra

Giuseppe Cirignotta ci mostra il suo punto di vista e le ragioni per le quali il "Sarrismo" non sta dando i frutti sperati in terra inglese

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La parabola discendente del "Sarrismo" in Inghilterra

A CURA DI: GIUSEPPE CIRIGNOTTA Parliamo oggi di una delle concezioni di gioco più amate degli ultimi anni, un’idea calcistica così forte che è riuscita addirittura a farsi riconoscere nel Treccani, parliamo del Sarrismo.

Il nome prende spunto dal suo ideatore, Maurizio Sarri, che dopo una lunga gavetta è riuscito a farsi conoscere grazie all’esplosione del suo Empoli con una promozione in A e una meritatissima salvezza. Al Napoli mostra il potenziale e i difetti del suo gioco, la squadra si diverte, il pubblico anche ma non sempre i risultati arrivano.

Nonostante il record di punti, il Napoli ancora una volta non c’entra l’obiettivo scudetto. La squadra che va in campo è sempre la stessa, le sostituzioni sono ormai schematizzate e fisse, mentre il possesso palla, pur restando veloce e d’impatto, è ormai noto alle avversarie.

L’arrivo al Chelsea ha dato una ventata d’aria fresca al mondo della Premier, infatti il nuovo calcio proposto dal transalpino riesce a far innamorare tutti. Tra questi Guardiola, che ancora oggi prende le difese del Sarrismo, Zola che in un’intervista in passato ha considerato Sarri come un maestro di calcio, un genio del pallone.

I Blues volano, a inizio stagione subito record, ben dodici partiti senza sconfitte in campionato, velocità in campo, propensione offensiva condita da una grande organizzazione, il fulcro del gioco come sempre Jorginho, schemi ben definiti, tanta corsa e cuore, ma dopo il pareggio dell’Everton tutto inizia a spegnersi lentamente.

Il gioco diventa statico, i giocatori non si affidano quasi mai a Jorginho, che viene ancora oggi criticato e fischiato durante le partite e applaudito solo quando viene sostituito. Tipico degli inglesi, abituati ad un calcio fatto di corsa e libertà tattica, criticare nuovi schemi di gioco e idee di un calcio diverso, ne è un esempio il gioco di Guardiola al City, per fortuna di Pep la sua situazione è diversa.

Considerando anche il cinismo dei tifosi dei Blues i quali ,nonostante siano ancora in corsa per l'Europa League e a pochi punti dal quarto posto, sembrano richiedere solo la testa dell'allenatore. Molti vendono i loro abbonamenti, altri urlano cori contro quel gioco che all’inizio li aveva fatti tanto innamorare e adesso criticano aspramente.

Quale sarà dunque il futuro? Non lo sappiamo, sicuramente non rivedremo più il Sarrismo in Premier, il “campionato più bello del mondo” dovrà fare a meno di ciò, ma non si può dire che non abbia funzionato, semplicemente non lo hanno meritato.