L'ANARCHICO #8 - Il Toro vede rosso, "El Toro" rossonero

Un derby vinto con il cuore e con la passione per una maglia ancora gloriosa. L'Inter conferma il suo dominio stracittadino e lo fa grazie a un giovane che a soli 21 anni si svela essere leader, lo fa con "El Toro" Lautaro Martinez

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L'ANARCHICO #8 - Il Toro vede rosso, "El Toro" rossonero

Cerotti a destra e manca, uno spogliatoio messo in difficoltà a causa di un ex capitano ingrato e non meritevole di quella maglia, le chiacchiere stanno a zero e i fatti si sono visti in campo ieri sera durante il Derby di Milano, un derby in cui l'Inter ha tirato fuori quella che è la sua Garra Charrua, quell'artiglio che graffia e che cambia il punto di vista delle partite, un gesto, una fame differente che li ha contraddistinti ancora una volta fino ad arrivare a vincere il secondo derby stagionale.

2/2 e se nel turno d'andata la firma era di Mauro Icardi in un altro scontro dominato, quella del ritorno vede stilati i nomi di Veicno (non un talento sopraffino, ma solo goal pesanti per lui), De Vrij (che doveva farsi perdonare in qualche modo l'errore che lo scorso giovedì ha portato l'Inter all'eliminazione dall'Europa League contro l'Eitracht Francoforte) e infine Lautaro Martinez, "El Toro", quel giovane ragazzo che a soli ventuno anni viene acquistato come riserva di Icardi per crescere al suo fianco.
Ora, per un motivo o per un altro, lo rimpiazza, si prende la responsabilità dell'attacco nerazzurro, gioca per la squadra e conseguentemente meglio del suo predecessore, contribuisce con le sue reti (finora 6 in campionato e 9 in tutta la stagione compresi quindi le 2 in Coppa Italia contro il Benevento e 1 in Europa League contro il Rapid Vienna) a portare a casa punti importanti e ora decide un derby con un rigore di pura freddezza, da vero leader, senza creste o voglia di rendersi protagonisti per atteggiamenti di dubbio gusto dentro o fuori dal campo.

Fa tutto questo in una partita fin troppo importante che significa nuovamente terzo posto a 10 partite esatte dalla fine del campionato. La lotta per la Champions è ancora lunga e l'Inter ha tutte le carte in regola per qualificarsi ancora una volta nella competizione più importante d'Europa e magari riprovare ancora una volta a superare quel turno che quest'anno le ha mostrato i suoi limiti, ma che nonostante tutto, le ha permesso di giocarsi l'accesso agli ottavi di finale fino all'ultimo secondo della fase a gironi (in un girone davvero pesante dove vi erano anche Barcellona, Tottenham Hotspur e PSV).

Cosa cambia in quel di Milano? Poco in fin dei conti, è solo un derby e manca ancora molto fino alla fine, ma è da qui che la società deve ripartire e, soprattutto, dovrà continuare a credere in quel gruppo concedendo piena fiducia a un grande mister come Luciano Spalletti.

Il resto verrà da se e, come detto dal neo sessantenne Luciano, complimenti a tutti i ragazzi CHE SONO NELLO SPOGLIATOIO. Ergo, Icardi puoi stare a casa perché o si vinca o si perda, dopo quello che tu e tua moglie avete fatto, è meglio che fate le valigie e partiate per altri lidi.

L'Inter ha bisogno di leader e prima ancora di uomini, non di ragazzini con le loro teste prese in ostaggio dai propri agenti.