L'ANARCHICO #3 - A cena con Pablo Daniel Osvaldo

Una serata diversa dalle solite passata presso l'Exit Pub di Scerni in compagnia dell'ex calciatore di Roma, Juventus e Inter, Pablo Daniel Osvaldo e della sua buona musica firmata Barrio Viejo

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L'ANARCHICO #3 - A cena con Pablo Daniel Osvaldo

Ognuno di noi ha dei sogni e grandi o piccoli che siano, è nostro dovere avere la forza di provare a realizzarli.
Non sarò il fan più accanito o l'appassionato più morboso del mondo calcistico, ma anche io ho fatto il possibile per togliermi alcune soddisfazioni.
Parlando del popolare pallone, la prima fu nel lontano 30 marzo 2013, quando assistetti al “Debry d'Italia” tra Inter e Juventus in quel di San Siro, stadio che reputo il migliore della nostra nazione.

Solo l'anno precedente (2012 ndr) ebbi il privilegio di perlustrare fino all'ultimo filo d'erba l'Allianz Stadium e nel 2016 vidi per la prima volta lo stadio Grande Torino. Il 31 gennaio 2019 però lo ricorderò per molto tempo perché ho finalmente potuto incontrare un ormai ex calciatore, che ho sempre stimato e amato dal profondo del mio cuore, Pablo Daniel Osvaldo.


Si, nonostante la giovane età parliamo di un ex calciatore che dopo il giro di giovanili che lo hanno visto indossare le maglie di Lanus, Banfield e Huracan, ha debuttato proprio con quest'ultima nel mondo dei professionisti, ma è in Italia che troverà il vero successo.

Verrà acquistato dall'Atalanta, si trasferirà nel Lecce e successivamente passerà alla Fiorentina dove, con il suo goal in rovesciata nell'ultima giornata della stagione 2007/2008 fece qualificare i viola nella Uefa Champions League successiva.

Nel gennaio 2009 passerà al Bologna, un esperienza poco fortunata e forse più amara di quella viola (a Firenze pagò caro il rapporto di amore e odio con Prandelli, cosa ripetutasi anche in nazionale).

La prova di maturità arriva nella Liga spagnola grazie all'Espanyol dove con due ottime stagioni si guadagnò il ritorno in Italia con la maglia della Roma. Con i giallorossi Osvaldo passerà due stagioni in cui collezionerà 47 presenze e 22 reti, elementi che lo consacreranno a livello calcistico, ma non per la tifoseria romana che si è sempre spaccata per lui e per la quale ha dovuto abbandonare la capitale.

Nell'estate 2013 andrà in Inghilterra, nel Southampton dove potrebbe dare tanto, ma non incide mai come dovrebbe se non con un euro goal ancora vivo nella mia mente contro il Manchester City (che vincerà quel campionato) in una partita che venne pareggiata per 1-1.

Nel gennaio 2014 approderà alla Juventus, il suo primo top club e li segnerà il goal che valse lo scudetto dei 100 punti, proprio contro la Roma nello stadio Olimpico... potete solo immaginare lo scenario. Tornerà in Inghilterra dal prestito in bianconero e verrà nuovamente girato ad un altro top club mondiale, l'Inter.

Un esperienza che si rivela essere positiva per i dati (19 presenze e 7 reti totali in soli sei mesi), meno dal lato umano considerando che gran parte di voi lettori ricorderà il segmento di Torino in cui Icardi per puro egoismo non passò al suo connazionale un pallone che avrebbe portato Pablo a tu per tu con Buffon e probabilmente consegnato ai nerazzurri la rete del vantaggio che avrebbe così riscritto, o probabilmente avviato, un percorso positivo per la squadra fino alla fine di quella stagione (2014-2015 ndr).

Osvaldo era una furia, litigò con Icardi in campo e venne separato da Guarin onde evitare di venire alle mani, mani che però usò sul suo mister Mancini, che lo perdonò, ma fu costretto a mandarlo via onde evitare di spaccare lo spogliatoio.
Osvaldo continuò a seguire l'Inter nelle settimane successive, era sempre li a San Siro e molti tifosi lanciarono l'ashtag #SaveOsvaldo, ma nulla da fare, la società fu costretta a farlo tornare in Inghilterra a causa di quel comportamento e, a malincuore, fu la cosa giusta da fare.

Nel gennaio 2015 verrà nuovamente girato in prestito, questa volta in Argentina nel Boca Juniors, la squadra dei suoi sogni. Esperienza positiva condita da 16 presenze e 7 reti totali. Nel 2015-2016 venne poi venduto al Porto (12 presenze e 1 goal) e sei mesi dopo nuovamente al Boca dove poi non rinnovò il suo contratto e nel maggio 2016 appese anzitempo le scarpette al chiodo.

Argentino, ma naturalizzato italiano, Osvaldo ha collezionato anche 14 presenze con gli azzurri segnando 4 reti e contribuendo a far qualificare il team ai mondiali 2014. Mondiali che però non giocò proprio a causa di quel rapporto d'amore e odio con Cesare Prandelli che gli preferì Antonio Cassano, strappando così a Daniela la camiceta numero 10.

Osvaldo conferma di aver ricevuto molte offerte in questi anni, soldoni cinesi e anche chiamate da club di Champions League, la più recente fu quella del Siviglia nell'ultimo anno di Jorge Sampaoli, ma il giocatore rifiutò perché doveva prendere parte ad una serie di concerti musicali.


Ed è proprio la musica la vera passione di Daniel che nel 2017 formerà la band Barrio Vejo composta da lui, Agustin (chitarra), Segio Vall (batteria), Tai (basso). E così sforneranno il loro primo e finora unico album, Liberacion.

Ebbene, come già vi ho anticipato a inizio articolo, il 31 gennaio ho avuto l'onore di incontrare Osvaldo, scattare una foto con lui, ricevere un autografo sulla sua maglia nerazzurra (Inter ndr) che conservavo da circa tre anni, fare qualche chiacchiera e ascoltare con estremo piacere la sua musica.

Non vi nascondo che mi sono preparato al meglio e durante il concerto mi sono fatto trovare pronto dato che ho più volte ascoltato il loro album attraverso il web e si, ve lo consiglio vivamente. Parliamo di un rock leggero, ma quando vuole anche un po' “casinaro”.

Una musica buona che spesso abbraccia quello stile blues che ascolteresti volentieri anche quando (o forse soprattutto quando) non sai cosa scegliere.
Non sarò un grande esperto di musica (forse), ma dategli un occasione, ne vale la pena.

Il locale in cui si è tenuto il concerto è l'Exit Pub di Scerni (CH) in Abruzzo dove, oltre ad ascoltare musica dal vivo, potete degustare gli ottimi piatti e scegliere le portate dei vasti menù che il signor Valerio Di Fonzo fornisce ai suoi clienti.
Carni di qualità, buon cibo, buona musica in un ambiente completamente stile British che ti immerge al meglio in serate come queste
.

Tornando alle chiacchiere fatte con “Il Re Leone”, abbiamo parlato molto del suo album, di come adoro la canzone Viejo Querido che lui stesso mi dice di aver dedicato a suo padre (ascoltatela, traducetela se non masticate bene lo spagnolo e leggetene l'amorevole significato in esso contenuta).

Poi parliamo brevemente di calcio, gli svelo di averlo adorato da sempre e, più in particolare quando ha vestito la maglia dell'Inter (non posso negare il mio duplice tifo per Inter e Torino, la prima perché me ne innamorai da bambino a causa di Ronaldo il fenomeno, la seconda perché tifata da mio padre e, crescendo e scoprendone la grande storia del famoso e indimenticabile Grande Torino, l'ho apprezzata e amata proprio come l'F.C.

Internazionale) e che ha sempre avuto un talento assurdo. Condividiamo una birra, ci salutiamo e me ne vado con un sorriso che poche volte (forse mai come questa) un elemento calcistico ha saputo regalarmi. Una serata unica che ricorderò per sempre.
D'altronde non si incontrano tutti i giorni i propri giocatori preferiti.


Osvaldo dice che il calcio di oggi è come il reggaeton; “Una musica di merda che piace alla gente!”
Non ha tutti i torti.
La sua scelta, quella di abbandonare il calcio per dedicarsi a ciò che lo rende felice, alla sua passione al sentirsi libero senza vincoli dettati a destra e manca, è da apprezzare.

Ha rinunciato a milioni e milioni, alla possibilità di intensificare la sua gloria, a poter esporre ulteriormente il suo talento e lo ha fatto per poter far vibrare le sue corde vocali davanti a un microfono con parole e una voce che scaldano il pubblico davanti a lui.

Non è mai stato una bandiera calcistica, non è stato forse il migliore giocatore del mondo, ma è entrato nel cuore di chi lo ha vissuto e, come me, sempre sostenuto (ammettendone però i comportamenti sbagliati).

Un tipo che ha sempre vissuto all'estremo e che ora ha portato all'estremo il suo cuore con la musica. Una persona da stimare nel vero senso del termine. Anche per questo numero dell'Anarchico è tutto. Con la speranza che questo articolo sia stato di vostro gradimento, auguro a voi tutti un sereno proseguimento sul sito calcioworld.it.

  • “Il segreto della felicità è la libertà, il segreto della libertà è il coraggio”.
  • Carrie Jones
Grazie Osvaldo!

Have A Nice Day :)