L'ANARCHICO #2 - Il vergognoso calcio italiano

I fatti di Inter-Napoli testimoniano ancora una volta quanto le tifoserie italiane hanno rovinato il nostro calcio che sta continuando a vivere una crisi umana e di risultati

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L'ANARCHICO #2 - Il vergognoso calcio italiano

Quello che è successo tra i tifosi di Inter e Napoli è un qualcosa di abominevole e disgustoso per il calcio e quello che questo sport rappresenta per la nostra nazione. Il football, quello italiano, è cambiato, attraverso i social media si da maggiore attenzione a quello che i calciatori fanno nella loro vita privata, si pensa al fantacalcio che porta agli “scontri” tra compagni di studi e colleghi di lavoro o più semplicemente amici; si pensa a tutto tranne che all'incolumità delle persone e alla serietà da mantenere all'interno di uno stadio durante la visione di una partita.

La domenica calcistica di Serie A o quella infrasettimanale di coppe europee, significano molto per i calciatori dato che proprio in quei giorni devono svolgere al meglio il loro lavoro per se stessi e per il bene del club cui appartengono; i tifosi però dovrebbero utilizzare quei momenti per staccare la spina da tutto il resto.

Vedere una partita allo stadio deve regalare emozioni, contribuire a farti pensare a tutto tranne che ai problemi che avvolgono le nostre vite quotidiane e invece, ahimè, non è così. Siamo nel 2018, con mezzo piede nel 2019 e nonostante le tante tragedie registrate finora, ci sono ancora decessi negli stadi.

Non è giusto, nulla di tutto questo lo è!
Sembrerò esagerato, ma questi comportamenti delle curve e annessi, sono una mancanza di rispetto verso coloro che compiono chilometri e chilometri per vedere la propria squadra del cuore, per passare un weekend diverso o magari per fare un regalo al proprio figlio tifoso.

Ditemi, con quanta tranquillità siete disposti a mandare vostro figlio (maggiorenne o minorenne che sia) allo stadio durante una partita sentita come quella tra Inter e Napoli? Vi faccio il mio esempio... Avrei potuto presenziare alla partita (Inter-Napoli ndr) per avere la certezza di godermi un ottimo spettacolo calcistico (cosa che a lunghi tratti la partita è stata), ma non l'ho fatto perché vogliono di passare al meglio le festività natalizie con la mia famiglia.

Dopo gli accaduti, reputo la mia scelta giusta e, considerando il tutto, San Siro, Allianz Stadium, Olimpico o Stadio Grande Torino, non mi vedranno ancora per molto tempo. Cori razzisti, botte, morti e ora?
Porte chiuse fino a data tot...

Indipendentemente dal tifo che ognuno di noi ha, questi sono gesti che vanno puniti nel modo più estremo possibile. La mentalità delle curve deve cessare, sparatemi pure dopo questa frase, ma è la verità!


Non è possibile andare allo stadio, chiedere la cortesia di spostare una bandiera perché altrimenti non si riesce a vedere nulla del campo e ritrovarsi improvvisamente riempito di botte dal capo ultras come successo a Virgilio Motta per mano di Luca Lucci, quest'ultimo recentemente visto sorridere con Matteo Salvini, come se la morte di Motta (tifoso interista reso cieco dai colpi di Lucci e rimasto senza rimborsi e senza lavoro e quindi suicidatosi) non significhi nulla.

No, non lo accetto. In Inghilterra le grandi tragedie hanno contribuito a cambiare il corso delle cose, ma noi siamo italiani e anche se San Siro esplodesse con novantamila persone al suo interno, non cambierebbe nulla e la settimana seguente ci saranno sempre i soliti soggetti a lamentarsi per il fermo della giornata di campionato (perché non potranno vedere il proprio attaccante in grande forma segnare al fantacalcio) o chissà per quale altra futilità.

Noi italiani non cambieremo mai e con noi anche il nostro calcio (che continua a vivere una grande crisi umana e sportiva). Io però sono cambiato, non sono più un tifoso, non sono più un amante totale del pallone e continuerò a essere questo.

Forse sono l'unico o forse uno dei pochissimi, sicuramente sono uno di quelli che si contraddistingue e forse, che può contribuire a dare vita al cambiamento di cui necessita il calcio italiano. Riposa in pace Daniele Belardinelli.