L'ANARCHICO #1 - Il diavolo saluta Mou

Josè Mourinho licenziato dal Manchester United; ripercorriamo la sua storia e i motivi di questa scelta nel primo numero de "L'Anarchico".

by   |  LETTURE 336
L'ANARCHICO #1 - Il diavolo saluta Mou

Mourinho, lo Special One, un allenatore che ha fatto la storia non solo per i trofei alzati in carriera, ma anche e soprattutto per i gesti e le citazioni che lo hanno reso "discusso e discutibile" nel tempo. Josè inizia la sua carriera da allenatore come assistente nel Rio Ave e dopo diverse esperienze in questo ruolo, arriverà a essere il vice di Van Gall nel Barcellona per poi dedicarsi alla carriera singola e quindi lanciarsi definitivamente in questo amato lavoro.
La prima esperienza da allenatore a tutti gli effetti è in Portogallo con il Benfica che però durò solo nove partite a causa del cambio di dirigenza poco gradito al manager (primo indizio sul personaggio che verrà).

Passerà nel gennaio 2001 all'União Leiria dove infrangerà importanti record per il club nel campionato portoghese (quinto e terzo posto). Arriva il Porto, quello dei record perché dal dicembre 2001 al 2004 Josè vincerà i seguenti trofei:

  • Campionato portoghese: 2002-2003 e 2003-2004
  • Coppa del Portogallo: 2002-2003
  • Supercoppa di Portogallo: 2003
  • Coppa UEFA/Europa League: 2002-2003
  • UEFA Champions League: 2003-2004
Inutile negarvi come sia divenuto parte indelebile della storia di questo prestigioso club.


L'estate 2004 segnerà un importante cambiamento, Mou sbarca a Londra, viene ingaggiato dal Chelsea di Roman Abramovich, si autoproclama Special One e dimostra quanto sia speciale facendo tornare a vincere la storica società che, prima di lui, ha vinto ben poco in oltre cento anni di storia.
Nella prima esperienza blues (2004-settembre 2007) vincerà:
  • Campionato inglese: 2004-2005 e 2005-2006
  • Coppa di Lega inglese: 2004-2005 e 2006-2007
  • Community Shield: 2005
  • FA Cup: 2006-2007
Nel settembre 2007, dopo un avvio non proprio positivo, deciderà di comune accordo con il club di lasciare il posto di manager e conseguentemente di prendersi una pausa.

Quella stessa stagione il Chelse arriverà in finale di Champions League, che perse ai calci di rigore contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo.


Arriva la chiamata di Moratti con successiva visita a Montecarlo e in pochi giorni l'allenatore scudetto (Mancini ndr) è esonerato in favore di Mou.

Il portoghese si presenta dicendo di non essere "pirla" e di voler vincere con l'Inter e lo farà non solo alzando trofei, ma sposando alla grande il pensiero e la storia del club, divenendone il primo tifoso assoluto (cosa che è ancora oggi).

  • Due stagioni in cui alzerà:
  • Campionato italiano: 2008-2009 e 2009-2010
  • Coppa Italia: 2009-2010
  • Supercoppa italiana: 2008
  • UEFA Champions League: 2009-2010
Prima italiana a vincere il Triplete, primo allenatore dopo Helenio Herrera a riscrivere la storia dell'Inter.


Il rapporto termina alla grande e proprio lo stadio della finale 2010 rappresenterà il futuro del manager che dalla stagione 2010-2011 si accaserà al Real Madrid di Florentino Perez.
La sua esperienza al Real non fu favolosa, non fu pessima, fu buona, ma quando alleni il Real e sei un top manager mondiale, non puoi vincere solo in Spagna, sei quasi obbligato ad alzare la Champions, è quella fede blancos che lo richiede.
In quelle tre stagioni Mou ha vinto tutto in Spagna, ha fermato il ciclo vincente di Guardiola conquistando la Liga dei 100 punti, ha riportato il Real a sfiorare per tre anni consecutivi la finale di Champions (dopo anni in cui il club non superava gli ottavi di finale) eppure sembra quasi che quell'addio sia giunto con l'amaro in bocca, fermo e considerando che l'anno seguente il suo addio, la Madrid bianca alzò la decima grazie a Carlo Ancelotti e il fondamentale acquisto di Gareth Bale.

La sua bacheca a Madrid:
  • Campionato spagnolo: 2011-2012
  • Coppa di Spagna: 2010-2011
  • Supercoppa di Spagna: 2012

Estate 2013 e secondo giro di giostra al Chelsea, primo anno contraddistinto per essersi posizionato al secondo posto in campionato (beffando in extremis un Liverpool finito come l'Inter del 5 maggio 2002) e in semifinale di Champions League; nella stagione 2014-2015 riuscirà a vincere la Premier e un altra Coppa di Lega.

Sfortunata invece la sua terza stagione, con i blues persi nella zona retrocessione quasi inspiegabilmente e da campioni d'Inghilterra in carica.
Fu il primo segnale di una mancata evoluzione calcistica per Mourinho.

Siamo quindi all'estate 2016, Alex Ferguson realizza il suo sogno, ovvero quello di vedere il suo erede (almeno così lo ha sempre definito) sulla panchina dei "Red Devils"

Tre stagioni, nella prima trionfo in Coppa di Lega e Europa League, nella seconda si piazza al secondo posto della Premier, viene eliminato agli ottavi di finale di Champions League dal Siviglia di Vincenzo Montella e alza il Community Shield, la terza stagione si è invece conclusa prematuramente.

Passa il turno di Champions, ma viene penalizzato da un pessimo avvio di campionato. Il calcio è cambiato, fino a otto anni fa con 100 milioni di euro acquistavi 4 o 5 giocatori chiave, oggi ne ingaggi a malapena uno.

La tattica si è evoluta, fino a pochi anni fa bastava l'attaccante capace di ripiegare a terzino, oggi serve il terzino capace di fare l'attaccante.
Mourinho paga questo, la mancata capacità di evolversi tatticamente e la costanza di essere la superstar determinante anche all'interno di un ambiente con personaggi di dubbia personalità come Paul Pogba.

L'avventura nella Manchester rossa termina qui, quella di Mou non di certo, ma un po' dispiace perché, almeno dal mio punto di vista, Josè fa parte di quella cerchia ristretta di top manager al mondo, un giro di pochi soggetti come Carlo Ancelotti (insuperabile) e Pep Guardiola.

I migliori nel loro mestiere negli ultimi quindici anni di football. I trofei testimoniano queste parole, il gioco (nel caos di Mou passato) anche.
Buona fortuna Josè, con la speranza di rivederti trionfare come nel tuo primo ciclo nel Chelsea o magari in quello all'Inter!