Boniek: "Ritorno alla Roma? Mi chiamino"



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Boniek: "Ritorno alla Roma? Mi chiamino"

Zibi Boniek è stato intervistato da Il Messaggero. "Zalewski? Nicola lo conosco bene, gioca nella Primavera giallorossa. Ultimamente sono andato a mangiare a pranzo con il papà. E’ un ragazzo che ha un potenziale enorme.

A calcio sa giocare benissimo, deve migliorare un po in fase di non possesso palla"

Le parole di Boniek

"Sorpreso dal campionato della Roma? No, ha una buona squadra e può arrivare in Champions. Il problema è che la rosa non è lunghissima.

Se non c’è Dzeko, soffre. Se non ha a disposizione Mkhitaryan e Pellegrini, i sostituti non sono all’altezza. Pedro? Alla squadra può dare molto ma il gioco della Roma passa per i piedi dell’armeno e di Lorenzo.

"Fonseca a me piace moltissimo. Questo mondo ha bisogno di persone intelligenti, perchè di bifolchi ne abbiamo fin troppi. Lui è un uomo colto, conosce il calcio, non si lamenta mai, lavora, fa giocare bene la squadra.

Se fossi il presidente della Roma me lo terrei stretto a lungo. Oltre ai meriti dell’allenatore e della squadra, vi siete domandati perchè la Roma va così bene? Semplice, se un proprietario è presente, il calciatore lo avverte.

Chiedere alla Juventus. Ora i Friedkin debbono organizzare la società, introducendo persone che capiscano di calcio" "Ad agosto scade il mandato alla federazione polacca? La vedo informato. E come saprà, dopo due incarichi, non si può più essere rieletti.

Se vuole, può dar loro il mio numero… (ride, ndr). Scherzi a parte, anche perchè le cose da fare non mi mancano. Ad agosto tornerò comunque ad abitare a Roma, amo la città e la squadra. Per ora resto un semplice tifoso"

La Corte Sportiva D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso della Roma, confermando la sconfitta per 0-3 comminata dal Giudice Sportivo per il match con l’Hellas Verona disputato lo scorso 19 settembre e valevole per la prima giornata del campionato di Serie A.

Il Giudice Sportivo aveva sanzionato la società giallorossa con la perdita della gara per 0-3 per aver schierato un calciatore non iscritto nella lista dei 25 giocatori della rosa della squadra che fu di Boniek.