Fienga: "Dzeko capitano finché lo vorrà"



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Fienga: "Dzeko capitano finché lo vorrà"

Il Ceo giallorosso, Guido Fienga ha parlato in occasione del "Premio Calabrese", che gli è stato consegnato a Soriano nel Cimino. "Edin Dzeko è il capitano della Roma e fin quando lo vorrà sarà il capitano della Roma"

Le parole di Fienga

"Sto facendo un lavoro che non è il mio e non sentirete da me frasi da conoscitore di calcio. Io aiuto la società nelle trattative e a far quadrare i conti. Ritengo che la Roma abbia un allenatore forte e una squadra forte, dobbiamo sistemare alcune aree in cui siamo più scoperti.

Stiamo facendo un grande sforzo, dallo scorso anno, nel mantenere i giocatori che si sono distinti come i più bravi della stagione e non dar via esattamente quelli. Io do per scontata la passione che Totti e De Rossi hanno per la Roma.

È sbagliato mettere pressione su di loro dando per scontato il loro ritorno. Saranno parte della storia della Roma, ma hanno iniziato il loro percorso e ci sarà un momento per loro" Gianluca Petrachi è tornato a parlare in una lettera aperta due mesi dopo il suo addio alla Roma.

"Sta per iniziare la nuova stagione agonistica e, pur trovandomi forzatamente fuori dai giochi, voglio ringraziare i giocatori e i tifosi della Roma. Prima di tornare a parlare ho preferito attendere quasi due mesi dopo gli eventi traumatici e ingiusti che ho vissuto: dalla sospensione, passando per l'esonero, fino al termine della mia avventura, conclusasi con il licenziamento.

Naturalmente nelle sedi competenti i miei avvocati di fiducia faranno valere le mie ragioni. Tuttavia, ritengo opportuno tutelare la mia immagine, andando oltre la delusione e il rammarico provati a causa dei provvedimenti assunti dalla società nei miei confronti.

Ho finito, paradossalmente, per pagare a caro prezzo l'eccesso di fedeltà verso una proprietà che mi aveva fortemente voluto, e che mi aveva legato a se' con un contratto importante, volto a realizzare un progetto triennale.Un progetto che aveva degli obiettivi da raggiungere: rendere la Roma piu' giovane e vincente riducendo i costi di gestione.

In tal senso, fino a gennaio ho potuto operare in modo efficace. Infatti, con le cessioni di 15 giocatori e con l'inserimento dei nuovi acquisti, e' stato creato un gruppo omogeneo, equilibrato e competitivo. Non e' un caso se ben 7 elementi acquisiti sul mercato sono diventati titolari.

Gli stessi che avrebbero poi dovuto rappresentare lo zoccolo duro di una squadra che dopo la vittoria contro la Fiorentina era saldamente al quarto posto in classifica. Purtroppo pero', quando ho tentato di alzare un muro, di mettere uno scudo a difesa del gruppo, mi sono ritrovato solo contro tutti.

Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi. Sono stato lasciato solo a combattere una lotta che non potevo portare avanti senza il supporto di chi doveva essere al mio fianco. D'altronde, le battaglie da soli non si vincono", ha concluso l'ex braccio destro di Fienga.