Perotti: "Campi italiani da terza serie"



by   |  LETTURE 386

Perotti: "Campi italiani da terza serie"

Diego Perotti ha puntato il dito durante un’intervista a “Espn Redes”. "Icampi della Serie A ricordano quelli della terza serie in Argentina. Vai a giocare col Milan e con l’Inter e sembra il campo del Deportivo Moròn.

Non so se si tratta di una questione climatica o altro. In Spagna andavo a giocare con l’Almeria che era ultima e il campo era perfetto”.

Le parole di Perotti

"Ho un rapporto molto brutto con gli infortuni, per quanto mi riguarda spesso sono di tipo muscolare.

Non sono lesioni gravi, in un mese circa si recupera. Ma quando te ne arriva uno dietro l’altro, ti stanca. Con gli anni che passano diventano sempre più fastidiosi. Non ti viene neanche più voglia di fare la riabilitazione, di andare a fare trattamenti in una clinica, di andare in palestra, di vedere i tuoi compagni andare a giocare sapendo che mancano magari quindici giorni per tornare ad allenarti.

Sto molto attento, sicuramente c’è qualcosa che posso migliorare, ma il mio stile di vita non giustifica tutti gli infortuni. Però va bene, mi è toccato questo. Negli anni che mi restano spero che mi capiti il meno possibile, di prevenire gli infortuni al massimo e di godermi ogni partita"

Il presidente dell Roma James Pallotta intanto ha blindato il suo allenatore: "Non potrei essere più felice di Fonseca - aveva detto al sito del club in occasione dell'anniversario dell'ingaggio del portoghese -.

La Roma sarà molto fortunata se Paulo rimarrà qui per tanto tempo. È incredibilmente intelligente, ha un approccio davvero evoluto al calcio che predilige, piace a tutti e ha dimostrato tanta maturità" "Fonseca ha un ottimo rapporto con i giocatori e lavora davvero bene con Fienga, con Zubiria e con tutto lo staff.

Non dimentichiamoci che, nonostante in questa settimana cada il primo anniversario dalla sua firma, non è ancora riuscito a vivere un'intera stagione con noi. Si è trasferito in un nuovo paese, ha imparato una nuova lingua e si è preso la responsabilità di un club in un campionato nuovo e difficile, facendolo senza problemi.

Non credo di averlo mai sentito inventare una scusa. Non cerca giustificazioni quando le cose vanno male o non si mettono come sperava. Affronta le battute d'arresto, i problemi e le tribolazioni che comportano allenare la Roma con una maturità intellettuale secondo me rara nel calcio.

Mi guardo intorno e vedo molti allenatori che si lamentano con i media e con i tifosi perché il club non ha acquistato loro un determinato giocatore, oppure se la prendono con gli infortuni quando non vincono. Non ho mai sentito Paulo farlo e senza dubbio abbiamo avuto la nostra dose di infortuni.

L'approccio che adotta sempre è chiedere a se stesso e agli altri "come possiamo risolvere questo problema?" Non resta che vedere se anche Perotti sarà confermato.