Fonseca: "Champions? Ci crediamo"



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Fonseca: "Champions? Ci crediamo"

Paulo Fonseca non molla. "Champions? Ci sono due possibilità per noi, il quarto posto o la vittoria dell'Europa League. Superare l'Atalanta non sarà facile perché sono una grande squadra, però noi ci crediamo.

È vero, non possiamo permetterci errori, però ci crederemo fino alla fine della stagione. Poi ci sarà l'Europa League, ma adesso possiamo solo concentrarci sul campionato e io sono fiducioso"

Le parole di Fonseca

"Dzeko? È senza dubbio l'attaccante più forte che abbia mai allenato.

Gol come quelli di stasera li fanno solo i grandi. Ho tenuto Pellegrini in panca perché non avevo altre possibilità, veniva da un infortunio e si era allenato poco. Non potevo rischiarlo, poi è entrato e ha fatto l'assist per Edin quindi va bene così, vedremo come andrà ora.

Ibanez? L'ho scelto perché si è allenato molto bene, si è meritato questa occasione. Ha fatto un'ottima partita e non era facile per un giovane che, di fatto, è appena arrivato" Contro la Sampdoria il bilancio è positivo.

"Non possiamo dimenticare che è stata la nostra prima partita dopo il lockdown. Abbiamo cominciato bene. Abbiamo avuto delle buone occasioni, poi dopo il gol ci siamo innervositi e abbiamo dato delle chance alla Sampdoria, ma nella ripresa è stata tutta un'altra partita"

Il presidente dell Roma James Pallotta intanto ha blindato il suo allenatore: "Non potrei essere più felice di Fonseca - aveva detto al sito del club in occasione dell'anniversario dell'ingaggio del portoghese -.

La Roma sarà molto fortunata se Paulo rimarrà qui per tanto tempo. È incredibilmente intelligente, ha un approccio davvero evoluto al calcio che predilige, piace a tutti e ha dimostrato tanta maturità" "Fonseca ha un ottimo rapporto con i giocatori e lavora davvero bene con Fienga, con Zubiria e con tutto lo staff.

Non dimentichiamoci che, nonostante in questa settimana cada il primo anniversario dalla sua firma, non è ancora riuscito a vivere un'intera stagione con noi. Si è trasferito in un nuovo paese, ha imparato una nuova lingua e si è preso la responsabilità di un club in un campionato nuovo e difficile, facendolo senza problemi.

Non credo di averlo mai sentito inventare una scusa. Non cerca giustificazioni quando le cose vanno male o non si mettono come sperava. Affronta le battute d'arresto, i problemi e le tribolazioni che comportano allenare la Roma con una maturità intellettuale secondo me rara nel calcio.

Mi guardo intorno e vedo molti allenatori che si lamentano con i media e con i tifosi perché il club non ha acquistato loro un determinato giocatore, oppure se la prendono con gli infortuni quando non vincono. Non ho mai sentito Paulo farlo e senza dubbio abbiamo avuto la nostra dose di infortuni.

L'approccio che adotta sempre è chiedere a se stesso e agli altri "come possiamo risolvere questo problema?"