Kjaer: "Scudetto obiettivo, non ossessione"



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Kjaer: "Scudetto obiettivo, non ossessione"

Simon Kjaer si gode la sua seconda giovinezza al Milan. "Maldini e Massara mi hanno preso per avere voce in spogliatoio e aiutare i più giovani. Do una mano, mi sento leader in campo e in allenamento. Siamo in testa, per cui possiamo vincere.

Non deve diventare un'ossessione ma un obiettivo perché siamo il Milan"

Le parole di Kjaer

"Sono arrivato in un momento complicato ma sapevamo che c'era qualità. Ora i risultati arrivano e c'è entusiasmo: ma ricordiamoci che non ci vuole molto a tornare indietro.

Sfruttiamo l'esperienza accumulata negli ultimi sei mesi, ci ha fatto maturare. Ormai siamo giovani solo sulla carta d'identità, abbiamo dimostrato di essere una grande squadra" le parole a La Gazzetta dello Sport.

Adriano Galliani ha incontrato Antonio Conte, che nell'estate 2014 sembrava a un passo dal Milan. "Ne abbiamo parlato. Se fosse capitato in un altro momento sarei riuscito a portare a termine il mio corteggiamento. È un grandissimo allenatore, che fa giocare bene le sue squadre e devo fare i complimenti all'Inter per averlo preso"

"Il Milan e Ibra primi in classifica? C'e' molto amarcord, mi ricordo ancora 10 anni fa quando lo presi dal Barcellona... Un giocatore straordinario dentro e fuori dal campo, un totem importante. Bisogna anche dare atto a Pioli di aver trovato la quadratura del cerchio, con ragazzi molto bravi.

Anche se sono qui resto milanista, dopo 31 anni non si puo' cambiare bandiera" Demetrio Albertini esalta il Milan a La Gazzetta dello Sport. "Siamo sulla strada giusta: questo gruppo mi ricorda quello dello scudetto ‘99.

Anche noi vincemmo a sorpresa. In quella squadra tanti senatori? E oggi di vecchio ne basta uno, Ibra: ha trasformato la squadra e ha valorizzato il talento di tanti giovani. Il Milan di Pioli non somiglia a quello di Zac, ma il contesto nel quale può nascere il successo sì: sulla carta non è la squadra più forte, ma non lo eravamo nemmeno noi allora…"

"È un campionato anomalo, ma lo è per tutti. E il Milan comanda meritatamente. Io vedo una logica nel loro cammino, c’è continuità con quanto avevano iniziato a fare vedere da gennaio, e con la qualità e l’equilibrio trovati dopo il primo lockdown”.

“Le linee di passaggio semplici. Avere uno come Zlatan lì davanti ti tranquillizza, ma il Milan non è solo questo: Pioli ha costruito una squadra che sa come fare correre il pallone”. “A Milanello abbiamo imparato a puntare sempre al massimo.

Se poi non riesci, farai le tue valutazioni e capirai cosa va sistemato. Nessuno è nato vincente, nemmeno noi a quei tempi: questo Milan sta gettando le basi per diventarlo”. “Napoli-Milan dopo la sosta? Sarà la sua gara della vita.

Il Milan ci arriva senza complessi di inferiorità: apertissima”. "Due giovani già grandi: Gigio è entrato al Milan ragazzino, come me, Alessio prosegue la tradizione dei grandi difensori. Zlatan è eterno, di un altro pianeta, ho visto solo un altro calciatore sempre al top fino a 40 anni, adesso fa il d.t.

del Milan... Anche Van Basten fa parte di quel club, per un discorso opposto: in poco tempo ha mostrato una grandezza infinita, è stato il compagno più forte”. “Chi racconterei in un prossimo libro? Tonali.

È arrivato in un centrocampo con grande equilibrio, per togliere il posto a Bennacer o Kessie ora devi fare delle cose eccezionali. Sandro deve scrollarsi di dosso un po’ di timidezza, poi decollerà. Hernandez: leggo di presunti cali, io lo vedo più diligente, si è un po’ italianizzato.

Leao, grandi qualità che possono solo esplodere, e Calabria: è un altro giocatore, sono felice che sia andato in Nazionale. Aspettiamo qualche anno, ma questi ragazzi possono scrivere una bellissima storia”, ha concluso Albertini, regista del Milan in cui gioca oggi Kjaer.