Tassotti: "Mi scuso ancora con Luis Enrique"



by   |  LETTURE 330

Tassotti: "Mi scuso ancora con Luis Enrique"

Mauro Tassotti in un intervista a "El Pais" è tornato sulla famosa gomitata a Luis Enrique.

Le parole di Tassotti

"Ho allungato il braccio perché mi sentivo afferrato. Ho sbagliato e me ne sono pentito.

Non l’ho mai negato. Non ho mai nascosto la mia responsabilità. Mi scuso di nuovo. Capisco anche che all’inizio non volesse accettare le mie scuse. Ma per me è stato un disastro. Avrei avuto l’opportunità di giocare una semifinale e una finale di un mondiale a 34 anni.

Ma ho sbagliato e il destino mi ha fatto pagare per questo. Nella carriera di un giocatore ci sono momenti belli e momenti meno belli e tutti devono essere accettati. Soprattutto quando la colpa è tua. Ho sempre sostenuto che fosse un gesto istintivo, che non era mia intenzione rompergli il naso.

Non c’era nulla di premeditato. Non avevo niente contro di lui. Il problema fu che si ruppe il naso. Se non si fosse rotto, non sarebbe successo niente. Ora ci salutiamo. Lo avevamo già fatto all’Olimpico di Roma, quando lui allenava lì e io ero assistente di Allegri con il Milan.

Quel giorno è venuto a trovarmi, mi ha stretto la mano. Il tempo passa, io sono già nonno..." . Theo Hernandez, intervistato dal Corriere della Sera, è pronto per il derby. “Ora siamo un altro Milan, possiamo farcela”.

L’esterno francese è ottimista. “Rispetto a un anno fa ci sentiamo molto più forti, siamo più forti. Tutto è cambiato. Siamo tranquilli, molto, anche se sappiamo bene che non è una partita qualunque.

È il derby. Ma dobbiamo giocare come abbiamo fatto finora. Correndo, lottando. E facendo il massimo per vincerlo. Il Milan ne ha persi quattro di fila? Sì ma stavolta possiamo vincere. Ora abbiamo una squadra molto buona, c’è un gruppo vero.

E la tifoseria è con noi. C’è tutto”. “Sono qui da un anno, calcisticamente il più bello della mia vita. Vivo un sogno. Dopo le difficoltà degli ultimi due anni non mi aspettavo una crescita così rapida, ma so che giocatore sono, so le mie qualità.

Quando sono arrivato l’ho detto: voglio diventare il miglior difensore laterale. Ce ne sono molti e forti in quel ruolo, ma dopo un anno così ho capito che posso riuscirci. Devo però continuare a lavorare.

Lo devo a Maldini che mi ha voluto, ai miei compagni che mi aiutano e al mio allenatore che mi sta facendo crescere. Da ragazzino ho fatto qualche stupidaggine, ma in realtà mi considero tranquillo e allegro. Maldini per me è stato fondamentale, quando mi ha chiamato non ho avuto dubbi.

Il Milan è il Milan. E poi c’era lui, un campione assoluto. I suoi consigli sono preziosissimi”. Tassotti lo sa bene.