Maldini: "Brahim Diaz può fare differenza"



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Maldini: "Brahim Diaz può fare differenza"

Paolo Maldini è soddisfatto dell'arrivo di Brahim Diaz: "Un giocatore che può fare la differenza"

Le parole di Maldini

"Il mercato è partito ieri ma noi ci eravamo portati avanti.

Il rinnovo di Ibra era la priorità, per le altre operazioni siamo stati pronti a cogliere le occasioni. Diaz è un giocatore che svaria sul fronte offensivo in tutte le tre posizioni dietro la punta e ed è un giocatore che può fare la differenza.

Ibra? La sua importanza non dipende solo da quello che fa in campo, è un campione e sempre lo sarà. Sappiamo che ha 38 anni, ma io ho vinto la mia ultima Champions a 39 anni... Ognuno invecchia alla propria maniera"

"Inizio soft in campionato? Ricordo bene la sconfitta casalinga col Bologna alla prima giornata qualche anno fa, nessuna gara è semplice, speriamo di fare meglio. La qualificazione in Champions deve essere il nostro obiettivo, la proprietà ha fatto degli sforzi per migliorare la nostra classifica, vogliamo entrare nelle prime 4 e se ce la facciamo dalla prossima stagione possono cambiare molte cose.

Inter e Roma nelle prime sei giornate? Giochiamo anche i preliminari di Europa League il 17 e loro avranno già diverse partite di campionato, noi solo amichevoli, ma speriamo di entrare in forma in fretta. Il derby? Il gap con l'Inter sembrava aumentato, vedremo come andrà questa stagione"

"La linea che abbiamo tracciato è chiara: Sappiamo bene che non esiste un modello di squadra che ha avuto successo solo con i giovani, cerchiamo il giusto mix. Abbiamo indicazioni economiche, il monte ingaggi è sceso negli ultimi due anni, ora ci vogliono risultati all'altezza del nostro nome", ha concluso Maldini.

Adriano Galliani ha parlato al Grand Hotel di Rimini all’inaugurazione della sessione estiva di mercato in un talk show diretto da Matteo Marani e Cristiana Buonamano di Sky. “Qualche errore lo abbiamo fatto. Ma anche cose buone: siamo andati a vedere, in tutti gli anni insieme, un solo giocatore insieme ed era Shevchenko.

A Kiev, faceva un freddo assurdo, lui prese la polmonite e Sheva a fine primo tempo non aveva ancora toccato palla. Io dissi che se si fidava l’avremmo preso. Lui si è fidato, si è sempre fidato”, ha ricordato ancora.

Ho due grandi rimpianti. Uno è Tevez, datato 12 gennaio 2012. E poi la cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva: dopo 8 anni uno gioca ancora nel Milan e l’altro nel Chelsea. E sono stati i due giocatori più importanti del PSG in questi anni. In assoluto, ovviamente, è niente rispetto alla notte di Istanbul“, ha concluso il predecessore di Maldini.