Deulofeu: "Milan opzione per il futuro"



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Deulofeu: "Milan opzione per il futuro"

Gerard Deulofeu sogna un ritorno in rossonero. "Il Milan è un'opzione per il mio futuro"

Le parole di Deulofeu

"A Milano sono stato veramente felice, ho passato sei mesi meravigliosi e lì è nata mia figlia.

Anche andare in Spagna è un’opzione, così come altri club di Premier League, ma prima di tutto serve un accordo per lasciare il Watford. Sto molto meglio, ho migliorato poco a poco le mie condizioni dopo la rottura del legamento crociato rimediata nello scorso mese di febbraio.

Voglio tornare presto ma con precauzione, non c’è fretta anche se mi manca giocare. A livello personale questa stagione è stata un disastro" Ralf Rangnick intanto ha parlato a La Gazzetta dello Sport del suo mancato arrivo in rossonero: “Non ne ho mai parlato in pubblico, ma per mettere in chiaro nessun contratto o penale, fino a tre settimane fa ero impegnato con la Red Bull”.

"La squadra è stata la migliore post Coronavirus. Cambiare non sarebbe stato saggio né rispettoso. Pioli ha meritato la conferma, anche per la persona che è: l’ho apprezzato nelle interviste, sempre concentrato sugli obiettivi.

Se poi è la scelta giusta nel medio e lungo termine è un’altra questione”. "Nella vita una delle mie regole è: non parlare di chi non conosci personalmente. E da parte mia non è mai stata detta mezza parola sul Milan, mai.

Posso parlare di Maldini ex giocatore: è stato straordinario, una leggenda vera e propria. Ma non posso dire lo stesso da direttore sportivo: semplicemente, non lo conosco in questo ruolo. Da esterno ci si può chiedere se la proprietà è contenta dei risultati in rapporto al denaro investito negli ultimi anni.

Io causa del divorzio tra Zvone e il Milan? Dovete chiedere a chi rappresenta il club”. "Se lo ha fatto è perché, magari, cercava una svolta. Lavoro alla crescita, e i giovani imparano molto più in fretta.

Non è nel mio stile insistere su giocatori di 38 anni, non perché non siano abbastanza bravi, e Ibra certamente lo è, ma perché preferisco creare valore, sviluppare il talento. Per me ha poco senso puntare su Ibra o Kjaer, ma è la mia idea, né giusta né sbagliata, semplicemente diversa.

Quando Ibra ha detto di non conoscermi non aveva torto, perché anch’io non lo conosco personalmente, non avendoci mai parlato”. "Porsi un obiettivo concreto, in questo caso la Champions perché nessuno è felice di giocare in Europa League, magari il giovedì sei a Baku e la domenica a Cagliari.

Sarà paradossale ma l’esempio è a 30 km di distanza da Milano: l’Atalanta ha un terzo del fatturato del Milan ma arriva davanti. Fanno investimenti intelligenti, hanno un settore giovanile tra i migliori d’Europa.

Se qualcuno è bravo, io cerco di capire che strada ha seguito. Gasperini è bravissimo ma non è il solo. Si vince di squadra. Tra gli allenatori italiani cito subito anche Conte: ha uno stile di calcio sofisticato, attivo e aggressivo", ha concluso Rangnick, più lontano dal Milan dell'ex Deulofeu.