Maldini: "Direi ancora le frasi di febbraio"



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Maldini: "Direi ancora le frasi di febbraio"

Paolo Maldini non ha voglia di parlare di Ragnick: "Voglio evitare questi discorsi per chiudere la stagione nella maniera migliore. Se anche la società mi avesse avvisato dei piani futuri, non lo direi. Dobbiamo dare stabilità alla squadra che con il lavoro di Pioli sta avendo ottimi risultati.

Le parole di febbraio? E' una frase che ripeterei, ma non era contro la persona. Avevo commentato una modalità di dire le cose, non me l'ero presa con lui direttamente"

Le parole di Maldini

"Sapevo che questa squadra era destinata a sbocciare e sono molto orgoglioso.

Tanti nuovi giocatori hanno fatto bene come Rebic, Ibra, Bennacer, ma anche Kessie è diventato un giocatore completo e nel centrocampo a due mi ha sorpreso davvero tanto" "Chi sarà qui in futuro lo deciderà chi ci sarà, magari altri o magari io stesso.

Abbiamo un sacco di giocatori giovani e abbiamo spinto molto per prendere due ragazzi esperti come Ibra e Kjaer per farli crescere. Anch'io senza Baresi e Tassotti non avrei fatto quello che ho fatto, mi sentivo sicuro con loro.

La maglia del Milan pesa e la storia è difficile da portare per i giovani che non sono abituati a farlo" Zlatan Ibrahimovic intanto è tornato a parlare a Sportmediaset. "Questo non è il mio Milan, ora tutto viene fatto in maniera differente, gli obiettivi non sono più quelli di una volta, quelli del Milan che io continuo ad avere in testa.

Io voglio rivedere quella squadra che lotta per lo scudetto e per la Champions" "Io mi diverto ancora in campo, ma non gioco per un contratto. Gioco per raggiungere obiettivi che mi diano stimoli: il prossimo anno non so se resto.

Mi aspetto una chiamata? Non so ma sinora nessuna chiamata è arrivata da Gazidis" "Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa. Ibra non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League.

Mi hanno detto che smettere in America era troppo facile. E allora sono tornato al Milan. Poi questo Covid ha fermato tutto, allora ho pensato: c'è qualcosa che non vuole che io smetta... Per fortuna abbiamo ricominciato.

Si è messo di mezzo anche il polpaccio, ma io due giorni dopo ho detto 'sono pronto, torno in squadra' Ibra è così. Ma loro mi hanno frenato" "Gazidis ho parlato per me e per la squadra, è stato un confronto necessario.

Non era cattiveria la mia. Ma bisogno di avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan. Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione.

Sino alla fine. Ibra c'è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi. Rangnick? Non so chi sia" Maldini non la pensa molto diversamente.