Bierhoff: "Chi non segue Rangnick è out"



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Bierhoff: "Chi non segue Rangnick è out"

Oliver Bierhoff, oggi direttore delle nazionali tedesche, ha parlato a La Gazzetta dello Sport. "A Rangnick piace più il gioco dei giovani, aggressivo, veloce, con molto pressing"

Le parole di Bierhoff

"C'è da vedere Ibra quanta voglia ha.

Sono due personalità forti con idee, è da dimostrare quanto possano andare d'accordo. Ibra ha qualità incredibili. Fisicamente ci sta che continui, ma un'altra cosa è la testa. Io mi resi conto che non avevo più la grinta di dare il massimo.

Lui ha più talento naturale di me. Ma se arriva Rangnick è da valutare. Lui è un tipo concreto, chiaro. Se uno non segue i suoi programmi è fuori, e sarà interessante vedere se due grandi personalità si mettono insieme.

Non so dove sia. Ma di una cosa sono certo, perché ho avuto delle chiacchierate molto interessanti con lui: di testa non è mai fermo. E' sempre lì a pensare ai suoi programmi, a studiare e nonostante la sua età ha ancora tantissima motivazione e fame.

Per questo quando si farà vedere sarà molto caricato" Oliver Bierhoff qualche settimana fa al Corriere dello Sport aveva parlato della ripartenza del calcio in Germania. "Abbiamo fatto vedere di essere un Paese che sa ribellarsi alle difficoltà e che nelle difficoltà è molto determinato, disciplinato ed estremamente fermo e deciso nel trovare le soluzioni per venirne a capo nel minor tempo possibile" "Il nostro segreto è stato la compattezza.

Politica, Lega e Federazione hanno intrapreso un percorso comune che ci ha consentito di ripartire entro tempi relativamente brevi, anche perché tutte e tre queste componenti avevano solo un unico, grande obiettivo, quello di chiudere l’annata, sapendo bene quanto la Bundesliga sia importante anche dal punto di vista economico.

In Germania il quadro sanitario è stato sviluppato dal medico della Nazionale, è vero che sulla quarantena il nostro protocollo è più snello e meno impegnativo con l’isolamento solo dell’eventuale positivo, ma anche da noi lo Stato ha messo paletti e regole ferree su tamponi e test sierologici e i controlli sono molto severi"

"Pensate che il nostro allenatore della Nazionale, Joachim Löw, non è mai andato allo stadio. Per andarci avrebbe dovuto essere invitato da una società, che però ha solo quattro ingressi. E allora ha preferito non togliere un posto ai dirigenti.

Al di là di questo, posso dirle che essere stati i primi al mondo a ricominciare dà grande valore alla Germania e a tutto il movimento del calcio, compresi allenatori e giocatori"