Adani analizza il periodo no di Piatek

L'opinionista di Sky ha analizzato il periodo negativo del polacco, a secco nelle ultime 6 gare

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Adani analizza il periodo no di Piatek

Arrivato dal Cracovia Krakow per appena 5 milioni di euro, Krzysztof Piatek ha subito dimostrato tutto il suo talento e il suo impatto nella nostra Serie A è stato davvero impressionante. Tant'è vero che il Milan, dopo aver rispedito Higuain a Torino (che poi hanno mandato a Londra, sponda Chelsea, ndr) ha puntato su di lui per il resto della stagione e soprattutto per il futuro, spendendo all'incirca 40 milioni di euro.

Il ragazzo, alla sua prima stagione in assoluto in Italia, ha fatto registrare numeri pazzeschi: prima della sessione invernale, quando giocava ancora al Genoa, il polacco, in 21 partite tra Campionato e Coppa Italia, ha segnato 19 gol e fornito un assist (13 gol in campionato), mentre al Milan ha aumentato il suo bottino in campionato di 10 gol in 19 partite, 8 reti in 16 match in campionato.

Numeri veramente sconvolgenti, per un giocatore che a Luglio era sconosciuto al mondo e adesso viene corteggiato anche dal Real Madrid. Eppure, in queste ultime settimane, Piatek ha perso un po' del suo brio offensivo: l'ultima marcatura risale nel big match contro la Juventus allo Stadium dello scorso 6 Aprile.

Da quel momento, si sono giocati altri 5 match di campionato (+ 1 di Coppa) e il classe 95' non ha segnato nemmeno gol. L'opionista di Sky Lele Adani ha provato a dare una spiegazione plausibile alla situazione: "Io mi auguro, sia per il ragazzo sia per il Milan che ha investito su di lui, che il vero Piatek sia un giocatore che metta qualcos’altro al di là del goal, perché senza il goal cosa rimane? Pochino.

Il calcio ci insegna che la fase realizzata di un attaccante è importante, così un terzino che deve crossare, di un centrocampista che deve non solo impostare ma anche recuperare o viceversa ma un attaccante che segna e basta non è utile nel calcio di oggi, perché quando manca il gol devi poter contare sulle alternative”.

L'ex Inter ha poi aggiunto: “Bisogna ricordare un dato: le squadre con i capocannonieri dell’anno scorso sono arrivate quarta e quinta, Inter e Lazio con Icardi e Immobile. Una squadra cresce anche con il lavoro dell’attaccante al di là del gol.

Dal mio punto di vista Piatek la capacità realizzativa non la perderà mai, anche in un periodo di crisi. La capacità di giocare a calcio invece deve ancora conoscerla”.