Juventus-Napoli, 3-0 a tavolino e -1



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Juventus-Napoli, 3-0 a tavolino e -1

E’ arrivata, relativamente alla partita Juventus-Napoli, in programma il 4 ottobre scorso e non disputatasi per l’assenza della squadra ospite, la decisione del Giudice Sportivo. Ha sanzionato il Napoli con la sconfitta per 3-0 e con la penalizzazione di un punto in classifica.

Juventus-Napoli, la sentenza

Il Giudice Sportivo, si legge, “è chiamato a valutare unicamente la eventuale sussistenza dei motivi di forza maggiore, come da art. 55 NOIF della FIGC in ordine alla possibile non applicazione delle sanzioni del 3-0 a tavolino e del -1 in classifica come previsto dall’art.

53 NOIF. È pertanto preclusa ogni valutazione sulla legittimità di altri provvedimenti quale per esempio quello dell’Asl. Nonché l’attività di inchiesta della Procura Federale in ordine al rispetto dei Protocolli scientifico-sanitari FIGC.

Ebbene, sul punto la valutazione è che NON risulta integrata la fattispecie della forza maggiore”. Il Giudice Sportivo ha analizzato il carteggio del Napoli con le autorità sanitarie locali. Nello specifico, il 2 ottobre veniva comunicato in maniera chiara e inequivocabile che la responsabilità nell’attuare i protocolli previsti dalla FIGC per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 è in capo alla Soc.

Napoli e pertanto l’Azienda non ha alcuna competenza. Il Giudice approfondisce poi i successivi carteggi (dovuti alle ulteriori richieste di chiarimenti da parte della Soc. Napoli, in cui si pone il problema della sostenibilità della trasferta a Torino), giudicandoli non incompatibili con l’applicazione del protocollo (e quindi la disputa della partita).

Soltanto alle 14.13 del 4 ottobre, cioè il giorno della gara, l’Asl indica non sussistenti le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti”. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli aveva parlato ai microfoni di Sky Sport riguardo a Juventus-Napoli.

"Io non è che mi debba fare una idea, sono qua oggi perché credo che sia giusto e doveroso avere la nostra opinione, parliamo di argomenti tecnici – ho qui con me Luca Stefanini, il nostro responsabile sanitario – credo che sia indispensabile fare un minimo di chiarezza.

Abbiamo dei protocolli che sono molto chiari nelle situazioni come quelle che stiamo vivendo, era prevedibile che sarebbe successo, e quindi “cosa succede in caso in cui si abbia all’interno del gruppo squadra un caso di positività al Covid?”.

In questo caso si applica il protocollo della FIGC per quanto riguarda le partite in Italia, che rimanda a una circolare del Ministero della Sanità che è stata approvata dal CTS. Si sa esattamente cosa si deve fare, si deve andare in isolamento fiduciario se uno ha avuto dei contatti con un caso di positività del Covid.

Si va in isolamento fiduciario presso una struttura che viene concordata con l’ASL, nel nostro caso il centro tecnico, in altri casi sono strutture terze, si indica questa struttura in cui tutto il gruppo squadra si isola e così facendo questo ci permette di continuare a giocare e allenarci.

C’è molta chiarezza, è stato un lavoro molto importante, svolto dalla Federazione con il Ministero della Salute, sentito il CTS, si sa cosa succede, da questo punto di vista è esattamente quello che noi abbiamo fatto.

Ieri saputo della positività di due individui del gruppo squadra abbiamo immediatamente richiamato tutto il gruppo squadra e isolati per metterci in bolla e per permetterci di venire qui questa sera a giocare la partita.

"Non è una questione di Governo o sistema calcio. Il protocollo è stato studiato dalla Federazione con il Governo, infatti rimanda a una circolare del Ministero della Sanità. E’ un documento vivo, andando avanti scopriamo una serie di sfaccettature che non sono state ipotizzate a tavolino, l’importante è avere quello spirito di volere giocare e di lealtà sportiva che sta alla base di tutto.

Le casistiche verranno individuate, risolte, e questo documento perfezionato. Abbiamo un protocollo che ci permette di poter continuare a svolgere il nostro mestiere" "Protocollo da rifare" Questo non spetta a me dirlo, se continuerà a essere questo e sarà perfezionato, ci atterremo a questo, se cambierà, ci atterremo a un altro.

Non c’è nessun settore della Vita che è immune. Pensare di avere un intero comparto industriale immune al virus è impensabile. Il protocollo viene scritto proprio per questo per gestire i casi di positività.

Nel caso specifico a me sembra ben fatto, mi rimetto alle autorità competenti, su una piena valutazione. La salute pubblica viene prima di tutto ma se vogliamo portare avanti e a termine le manifestazioni sportive in senso generale bisognerà sapere gestire i casi di positività, che non possono che essere eclatanti per la nostra dimensione mediatica e che non possono essere certamente individuati vista la frequenza del controllo a cui siamo sottoposti, che è stata fino a pochi giorni fa una volta ogni quattro giorni e adesso a due giorni dal giorno gara.

Come spesso accade sono tutti casi che sono asintomatici nel nostro settore che nel resto della società avrebbero continuato a svolgere attività sociale e professionale come se nulla fosse", aveva concluso Agnelli nel giorno previsto per Juventus-Napoli.