Boniek: "Juventus-Napoli? Una barzelletta"



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Boniek: "Juventus-Napoli? Una barzelletta"

Zbigniew Boniek, attuale presidente della Federcalcio polacca, ha detto la sua su Juventus-Napoli: "Mi ha colpito che gli azzurri non siano partiti per Torino e che invece i bianconeri fossero in campo: sembrava una barzelletta.

Non è un problema recuperare le gare, se 48 ore prima c'è qualche contagiato non gioca alla situazione, ma andava deciso prima. Il vero problema è eventualmente recuperare le partite Uefa"

Le parole di Boniek

"Playoff in serie A? Non sono cose facili da decidere, ognuno ha la sua idea.

Noi in Polonia abbiamo deciso che, una volta giocato il 50% delle gare, se si ferma il campionato la classifica resta valida. Speriamo che questo maledetto Covid ci dia tregua" Walter Veltroni ha intervistato Gianluca Vialli per la Gazzetta dello Sport.

"Credo che quest’anno sia difficile per la Juve. Ma questo al di là del cambiamento di allenatore. È quasi fisiologico, dopo nove anni, che gli altri abbiano trovato le contromisure e che tu possa sentirti un po’ appagato.

Anche se il senso di appagamento alla Juve, io ne so qualcosa, non esiste, non è previsto. Alla Juve devi allenarti come se non avessi mai vinto una partita e devi giocare come se non ne avessi mai persa una. Però le altre adesso credo siano pronte a competere.

Non so chi lo vincerà, ma credo che quest’anno le altre, oltre ad essersi rafforzate, forse sentiranno meno di prima che il campionato è scontato lo vinca la Juve. Sarà più aperto" "L'Atalanta è una squadra nella quale avrei voluto giocare perché il gioco di Gasperini per un attaccante è l’ideale.

Ti coinvolge, fai un sacco di gol, fatichi e ti diverti. I bergamaschi giocano con quello spirito che mi piace: avventuroso, coraggioso. C’è altruismo, giocano con continuità e da squadra. Che poi sono i valori che cerchiamo in Nazionale.

Non vogliamo teste di cavolo, vogliamo giocatori altruisti, coraggiosi, che abbiano fame e garantiscano continuità. Io queste cose le vedo nell’Atalanta. La società sa di quali giocatori ha bisogno, quando li va a comprare non sbaglia, dal settore giovanile escono dei talenti fantastici che poi magari valorizza, vende, reinveste. È un modello che molte società farebbero bene a seguire" Boniek può confermarlo.