Tacchinardi: “Vero CR7 solo a tratti"



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Tacchinardi: “Vero CR7 solo a tratti"

Alessio Tacchinardi, storico ex e commentatore, ha fatto il punto sulla Juventus alla Gazzetta dello Sport. “L’unica volta che ai miei tempi abbiamo staccato così è stata nel derby col Toro, da 3-0 a 3-3, ma ora sono senza parole perché una spiegazione non c’è”.

Le parole di Tacchinardi

“Pensavo potesse essere il gioco chiesto da Sarri, ma mi sono convinto che sono i giocatori a non rendere come dovrebbero. È più colpa loro: fanno 20’, poi staccano la spina.

Scherzano col fuoco, se portano il campionato fino all’ultima giornata sarà un massacro e condizioneranno la Champions. Prima vince lo scudetto, prima la Juve stacca e rifiata. E prima può dedicarsi al Lione, che sarà carico a mille e fresco come una rosa.

La spia di pericolo è accesa, ma stiamo facendo il processo a una squadra che è comunque prima con molti punti di vantaggio”. “In difesa non vedo l’adrenalina che ti dà il marcare a uomo: cala la tensione e prendono gol assurdi.

E poi il centrocampo viaggia a ritmi troppo bassi tranne Bentancur, in cui un po’ mi rivedo: è un misto tra me, Conte e Marchisio. Gli altri, tutti, sono sotto al loro livello: oggi è facile parlarne male, ma Ramsey e Rabiot li avrei preso anche io.

Sono forti, ma devono darsi una svegliata. Piuttosto, la Juve, cercando di essere un po’ più bellina, ha perso la voglia di battagliare”. “Questa squadra più è rilassata e più non va.

Quando gioca come piace a Sarri, può battere chiunque. Ma se abbassa il ritmo, prende imbarcate. E qua si vede la differenza col passato: quando Allegri “rallentava” la squadra, nello stesso momento la abbassava di 50 metri.

Adesso no, con Sarri rimane alta e, quando non è in condizione, finisce in un bagno di sangue. Ma è per giocare così che è stato preso e fa bene a morire con le sue idee”. Chiosa di Tacchinardi su Ronaldo.

“La carta di identità, ahinoi, è sul tavolo anche per lui: non è quello di qualche anno fa. Vediamo il Ronaldo vero solo a tratti, ma è talmente forte che sa gestirsi: quando conta, raggiungerà il suo livello migliore pure lui”.