Dani Alves parla della Juventus

L'esterno brasiliano, in forza al PSG, è tornato a parlare della sua esperienza alla Juventus.

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Dani Alves parla della Juventus

Dani Alves è sempre stato un personaggio, una persona fuori dal normale, oltre ad essere uno dei migliori terzini nella storia del calcio e uno dei giocatori più vincenti. Intervistato da ESPN, il classe 83' è voluto tornare sul suo anno alla Juventus e sui motivi del suo addio improvviso: "Ho passato un anno un po' spiacevole in Italia, a Torino.

Mi sono sentito ingannato da quando non ho ottenuto ciò che mi era stato promesso. E questa è la peggior sensazione che ci sia. Ho fatto la storia con la Juventus e ho potuto chiedere ad alcune persone cosa pensassero del Daniel Alves-calciatore.

Non c'è una sola persona che non mi ami. Una cosa completamente diversa è la relazione con coloro che mi hanno portato lì, quello che mi hanno detto. Per questo la mia decisione è stata quella di andare via.

Rispetto molto la storia della Juventus e ho molti amici lì. Se le persone sono felici, tutto torna. Ma ho sentito che mi hanno deluso e ho lasciato la Juventus." In quell'anno Alves è riuscito a portare nella propria bacheca altri due trofei (Scudetto e Coppa Italia) e una medaglia d'argento (Champions League), giocando in totale 33 partite con i bianconeri, segnando 6 gol e 7 assist, ma ciò non è bastato a portare il cosi tanto ambito trofeo dalle grandi orecchie a Torino.

Alves ha poi aggiunto qualche retroscena interessante: "Ho sfiorato l'Inghilterra con il Chelsea. A un certo punto, invece, sono stato vicinissimo al Real Madrid. Ma poi ho deciso di rimanere a Siviglia: sono felice di aver scelto il Barcelllona, mi aspettavo che la mia storia sarebbe stata lì.

Il Barça doveva cambiare le cose, a me piacciono le sfide e la voglia di fare la storia dei club. Neymar? Non sta ottenendo i risultati che vuole, e questa cosa lo ossessiona. Penso che rimarrà al Psg, ma vorrà sicuramente vincere.

Credo che le persone all’interno del Barcellona non siano disposte a riconoscere di aver bisogno di lui. Poi lui servirebbe a tutti”. Infine, non può mancare la domanda sul suo futuro: "L’unico vero legame che ho avuto in vita mia è stato quello al cordone ombelicale di mia madre, e anche quello è stato tagliato.

Sono un uomo libero. Se io e il PSG saremo in sintonia, rimarrò, se no andrò via. Al momento non lo siamo. Loro sanno che voglio prendere una direzione e cambiare la storia di questo club. La Premier League? Lì i giocatori professionisti vengono apprezzati molti, soprattutto se uno dà tutto. Nel resto d’Europa se non vinci non hai rispetto. Io non mi pongo il problema, essendo un vincente”.