Boateng: "Nessun bianco contro il razzismo"



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Boateng: "Nessun bianco contro il razzismo"

Kevin Prince Boateng ha parlato al Corriere della Sera. "Nessun bianco mi ha mai detto di volermi sostenere in questa battaglia. Qualcuno si astiene per paura, altri perché ritengono sia più vantaggioso non esporsi in una vicenda che non li riguarda.

Comandano i bianchi: se alzassero la voce loro, saremmo più ascoltati"

Le parole di Boateng

"Quando ero al Tottenham dovevo pulire le scarpe ai vecchi dello spogliatoio. Oggi i giovani mica lo fanno, pensano alle Mercedes e alla playstation.

La prima volta in cui ho mangiato il sushi avevo 23 anni ed ero arrivato al Milan, ero uno di strada abituato al kebab. Il giorno in cui non proverò più passione per questo mestiere smetterò, non voglio rubare il posto a chi ancora lo sogna”.

"Le cose cambiano in fretta nella vita e nel calcio. Fino a un anno e mezzo fa ero al Barcellona, adesso invece gioco in Serie B. Potevo andare in America, avevo delle offerte lì, ma ho preferito essere felice. Nonostante il Monza sia in Serie B, c’è molta più pressione qua che in alcune squadre di A.

Berlusconi mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Figlio mio, torna a casa’. Non occorrevano molte altre parole. A Galliani e Berlusconi non potevo dire di no: mi avevano aiutato a diventare uomo portandomi al Milan, io avevo l’obbligo morale di ripagare la loro fiducia”.

"Sono felicissimo per come stiano andando le cose. Vedere il Milan in testa al campionato è una grande soddisfazione: era ora che tornasse l’entusiasmo fra i tifosi. Da troppo tempo si parlava solamente dell’altra squadra di Milano.

Ora, però, i rossoneri sono meritatamente tornati al vertice”. “Ibrahimovic? Francamente non mi stupisce. Ho giocato con lui, lo conosco, so com’è fatto e cosa può dare. Da lui ho assimilato la voglia di vincere sempre, anche nelle partitelle in allenamento.

Non è mai contento. Quando a Milanello sbagliava anche un solo passaggio, come a voler rimproverare se stesso urlava: ‘Zlataaaann’. Vi lascio immaginare quel che diceva agli altri", ha concluso Boateng.