Gattuso, problema a un occhio dopo la Real



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Gattuso, problema a un occhio dopo la Real

Il vice di Gattuso, Gigi Riccio, si è presentato ai microfoni dopo il pareggio con la Real Sociedad che è valso la qualificazione ai sedicesimi di Europa League per il Napoli. Le parole del vice di Gattuso "Rino ha il solito problema all'occhio col quale convive da tempo.

Ogni tanto si accentua un po', ma poi torna tutto nella norma. Conoscevamo bene le difficoltà di questo girone e devo fare i complimenti ai ragazzi. Oggi serviva grande sacrificio e grande abnegazione, provando a sfruttare i nostri punti di forza.

È quello che abbiamo fatto, contro un grande avversario. Un atteggiamento come questo è il tasto su cui dobbiamo battere anche per le prossime partite. Le qualità ci sono e lo sappiamo, ma questo è lo spirito giusto"

"Zielinski? Siamo tanto contenti ora quanto eravamo dispiaciuti prima di averlo perso. Abbiamo fatto 20 punti anche senza di lui, ma in realtà sono 21 sul campo. Dobbiamo continuare così" "La fase difensiva parte sempre dai nostri attaccanti e dal modo in cui si sacrificano, dal modo in cui tengono bene le distanze.

Poi deriva anche dal tanto possesso di qualità che facciamo, anche se oggi non c'è stato e lo sapevamo" "Contro l'Az non eravamo per nulla contenti, ma la gara era stata buona. C'erano state partite simili anche in campionato, ad esempio contro il Sassuolo, che ci hanno spinto a lavorare sui nostri punti deboli e migliorare subito", ha concluso il vice di Gattuso.

Rino Gattuso aveva parlato alla vigilia della partita contro la Real Sociedad. "Dal primo giorno del sorteggio sapevamo che era difficile, tutte squadre organizzate. Il Rijeka la meno forte ha creato difficoltà a tutti, l'AZ e la Real Sociedad hanno rose competitive.

L'AZ con gli stessi giocatori tranne uno ceduto ha perso lo il campionato a 4 giornate dalla fine per differenza reti la Real Sociedad ha fatto benissimo, quest'anno è ancora imbattuto in campionato, sono squadre molto forti.

Domani ci giochiamo il primo obiettivo, speriamo di vedere un grande Napoli" "Siamo molto soddisfatti ma la verità è che abbiamo una squadra forte e giovane. Eravamo convinti dal primo giorno e lo siamo ancora di più che è perfetta per come vediamo il calcio io ed il mio staff"

"Fabian Ruiz? È recupeato: si è allenato ed è a disposizione. Insigne? Non deve sorridere per i gol, ma perché deve essere un piacere allenarsi, essere qui a Castel Volturno. Con lui ho un rapporto schietto, prima di dirlo a voi io lo dico a lui.

Per valorizzare tutto ciò che fa in campo c'è bisogno di certi comportamenti e sta crescendo anche in questo, siamo contenti per come sta crescendo nel rappresentare da capitano, nell'essere impeccabile"

"Stadio Diego Armando Maradona? Emozione e responsabilità: c'è di tutto, anche per l'importanza della partita. Diego merita tanto per quello che ha fatto, domani è un grande onore essere il primo allenatore lì, ci sarà pressione per l'importanza della pressione e l'onore per la dedica a lui"

"Facitv e cazz vuost (ride, ndr), lo dico sempre: stanno controllando, vediamo", ha concluso parlando del rinnovo. Rino Gattuso aveva tenuto i piedi per terra dopo la vittoria di Crotone. "Le partite sono tutte difficili, specialmente in Serie A.

Complimenti alla squadra per come l'ha affrontata. Abbiamo sofferto, con tutte le squadre si può soffrire. Penso che il risultato sia bugiardo, il Crotone ci ha messo in difficoltà. Siamo rimasti avvantaggiati quando sono rimasti in dieci"

"Dobbiamo continuare così, ogni partita è una storia a sé, bisogna prepararla bene. Non è facile giocare ogni quattro giorni, in questo momento è importante perdere meno giocatori possibili e fare meno danni possibili.

Con la Real Sociedad ci giochiamo il primo obiettivo stagionale, non ci siamo riusciti quattro giorni fa, ci giochiamo qualcosa di importante contro un avversario difficile" "Non voglio i giocatori che assomigliano a me: piacciono più tecnici ma ci vuole la squadra.

Non possiamo sempre giocare di fioretto, ci vuole il coltello tra i denti. Quelli come me però non li metterei. Non ero capace per un calcio così ragionato come quello di oggi, avrei fatto tanta panchina in una squadra così.

E non sto rinnegando niente, sono orgoglioso della mia carriera: penso solo che il calcio sia cambiato negli ultimi anni. Bravi anche noi a imparare dagli altri" "Ibrahimovic? Non soffrivo la pressione: ero più martello io di lui, e anzi tante volte gli ho detto che doveva stare zitto.

Perché con qualcuno puoi alzare la voce in un certo modo, devi sapere con chi vai a parlare. Dicevo che doveva stare più calmo coi vari Abate e Antonini, non doveva distruggerli: a Ignazio ha fatto passare le pene dell'inferno.

Non è un caso che a 40 anni faccia ancora la differenza. In allenamento, se perde la partitella, può spaccare lo spogliatoio in due minuti", aveva concluso Gattuso.