Gattuso: "Diciassette punti? Sul campo 18"



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Gattuso: "Diciassette punti? Sul campo 18"

Rino Gattuso si gode il poker rifilato alla Roma: "Dobbiamo giocare con questa voglia, ma non perché abbiamo vinto 4-0. Mi piace che chiudiamo le linee di passaggio e giochiamo col coltello tra i denti. Mi è piaciuto l’atteggiamento, a me piace quando qualcuno sbaglia e dai compagni prende grandi applausi e non grandi vaffa.

Diciassette punti? No! Ne ho fatti 18 sul campo, ne abbiamo 18!"

Le parole di Gattuso

"Sappiamo che non possiamo avere una squadra al 100% per tutte le partite che giochiamo ma dobbiamo stare là, rispettare l’avversario, soffrire.

Se hai la mentalità puoi farlo. Può capitarti di avere meno freschezza fisica ma la mentalità non deve mancare perché con quella puoi riuscirci ad arrivare lì dove non arrivi col fisico. Io voglio alzare l’asticella su questo e voglio farlo perché è una squadra che gioca un bel calcio a volte divertente"

"Non abbiamo niente da cambiare. Abbiamo 18 punti, con una gara da recuperare aspettando che la giustizia faccia il suo corso. Non so quali siano le aspettative degli addetti ai lavori o del club. Questa è una squadra che in dodici partite ha fatto nove vittorie, stiamo facendo quello che dobbiamo fare.

Se qualcuno pensa che non dobbiamo perdere mai non è un mio problema" "Si respira un’aria triste ma in questo momento, secondo me, deve avere anche buon senso. Troppa gente senza mascherina… Maradona è una leggenda e lo sanno tutti ma in questo momento bisogna fare i bravi altrimenti ci saranno delel conseguenze per tutti.

Spero che da domani si inizino a fare le cose fatte bene", ha concluso Gattuso. Rino Gattuso dopo la partita con il Rijeka aveva ovviamente parlato prima di tutto di Diego Armando Maradona: "È morto ma non morirà mai.

Già ieri in città c’era un’aria diversa, è stata una grande perdita, ma come ho già detto Diego non morirà mai perché è una leggenda. Peccato non aver avuto la possibilità di dargli qualche scarpata in campo, lassù farà compagnia a mia sorella”.

“Abbiamo il dovere di lavorare, in città se parlerà per tantissimo tempo, ma noi abbiamo il dovere di guardare avanti. Abbiamo tanti impegni, speriamo di onorare la sua memoria vincendo un trofeo importante.

Qui Diego non è stato quello che ha vinto due scudetti e una Coppa Uefa. Qui c'è l'orgoglio di aver visto Diego rappresentare la città. Vincevano Milano, Torino, lui ha fatto sognare un popolo intero.

Tanti si chiamano Diego in suo onore. Qui se facciamo un sondaggio, è più importante Maradona di San Gennaro" "Le gare sono tutte difficili, anche se giochi con una squadra di Interregionale fai fatica.

Oggi abbiamo fatto molto meglio di tre settimane fa, quando avevamo sbagliato tanto. Ci siamo intestarditi a palleggiare e imbucare ma abbiamo fatto meglio oggi che tre settimane fa. Sono state dette tante cose non vere, io non litigo coi giocatori.

Ho solo detto loro quello che penso, che voglio vedere sempre lo stesso spirito e non voglio vedere professorini. Loro sanno come la penso, questo è stato il confronto. Abbiamo fatto 11 partite, con 8 vittorie e 3 sconfitte.

Se qualcuno pensa che siamo il Barcellona o i Galacticos va bene ma si sbaglia: noi possiamo perdere, ma dobbiamo aiutarci e non mandarci a quel paese. Abbiamo un potenziale enorme: ci stanno gli errori ma dobbiamo dare la sensazione di crederci, di incitare i compagni"

"Napoli è una città particolare. Mi sembra di vivere in Brasile, sembra Rio de Janeiro. Qui c'è sempre odore di mangiare, una temperatura incredibile, non sembra di stare in Italia ma in Brasile.

La gente mi somiglia: sono tanti anni che sto al Nord ma sono terrone dentro, mi sento a mio agio qui, sto benissimo", aveva concluso Gattuso.