De Zerbi: "Ripartire senza fasciarci la testa"



by   |  LETTURE 227

De Zerbi: "Ripartire senza fasciarci la testa"

Roberto De Zerbi analizza la sconfitta con l'Inter: “Siamo caduti dopo nove partite. Presi i primi due gol in maniera brutta, siamo stati un po’ molli e con poca concentrazione: e due gol sotto contro l’Inter dopo 13 minuti si fa dura.

Ma il fatto di cadere non ci deve far perdere entusiasmo e consapevolezza. Stiamo cercando di alzare asticella e ambizione, può capitare di perdere e bisogna capire cosa non ha funzionato ripartendo martedì senza fasciarci la testa.

Anche quando abbiamo vinto non bisognava andare in trionfo”.

Le parole di De Zerbi

“Se fissiamo un obiettivo, sbagliamo. L’anno scorso siamo arrivati ottavi: arrivare tra le prime sette, vuol dire che qualcuno buca e noi facciamo meglio.

E’ la mia squadra oggi ancor più di quando vincevamo, non dobbiamo fasciarci la testa perché per diventare grandi può starci di perdere anche contro le grandi. E a me, di giornate come questa, ne sono capitate tante.

Chiriches si è fatto intercettare la palla e poteva passare da Ferrari per andare da Rogerio. Andare sotto dopo 13 minuti di due reti ha indirizzato la partita”. Il tecnico del Sassuolo Roberto De Zerbi aveva presentato così la sfida casalinga di sabato alle 15 contro l'Inter.

"L'Inter era, è e rimane una grande squadra al di là del risultato di mercoledì, mentre il Sassuolo è una squadra più piccola che sta cercando di farsi spazio tra le grandi. Non è che adesso si sono capovolte le gerarchie, sarà una partita difficile.

Però anche noi sappiamo che ci stiamo conquistando un certo spazio, nessuno ci regala niente. Vogliamo giocare la partita con coraggio. Non dobbiamo aver paura di cadere ma neanche di essere ambiziosi. Quando dico che non firmo per il quarto posto non è perché non mi piacerebbe, ma firmare per qualcosa per una realtà come la nostra che tenta sempre di non accontentarsi è riduttivo"

"Berardi sta bene, Djuricic si è allenato così così, vediamo domani se parte dall'inizio o parte dopo. Quelli che ci sono sono giusti, forti e vogliosi di far bene. Maradona? Mi ha portato ad amare questo sport più di tutti, avevo il suo poster in camera, come tutti quelli della mia generazione.

E' stato il più grande, ma la differenza l'ha fatta a livello umano. L'ho stimato anche come persona, poi la vita privata è privata e tutte le persone devono rispettarla, ma lui ha portato la gente ad emozionarsi per il calcio, andava oltre e ci ha messo sempre la faccia.

In tutto quello che ha fatto ha avuto quasi sempre ragione, dalla guerra alla Fifa alle altre cose per cui si era esposto, dal fatto di essere sempre rappresentante del popolo, dei più deboli, del Sud verso il Nord, dell'Argentina con l'Inghilterra. Questo è quello che l'ha reso speciale", aveva concluso De Zerbi.