Gattuso: "Io non ho litigato con la squadra"



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Gattuso: "Io non ho litigato con la squadra"

Rino Gattuso si è sfogato nella conferenza di vigilia della sfida di Europa League del suo Napoli contro il Rijeka.

Le parole di Gattuso

"Possiamo fare meglio, lo sappiamo, ma la strada che abbiamo cominciato mi piace molto, ma c'era chi pensava di poter fare 130 punti, Quello che avete scritto e chi lo ha scritto non è tutto vero.

Non ho litigato con la squadra. Ho parlato con la squadra senza litigi. Io non devo vedere nulla, devo vedere l’impegno e il senso di appartenenza, che vedo. Ora non basta, voglio vedere qualcosa in più. Non vorrei che il giocare bene ci faccia sedere.

Dobbiamo cominciare ad annusare di nuovo il pericolo, bisogna mettere l’elmetto e giocare un calcio diverso a un certo punto. Forse non mi esprimo bene in italiano. Ho detto che la responsabilità era la mia se dopo un anno non riesco ancora a vedere le cose che chiedo alla squadra.

Non ho massacrato nessun giocatore" Rino Gattuso aveva parlato dopo la sconfitta contro il Milan. "Ci siamo fatti male da soli. Abbiamo fatto tutto noi. Il responsabile sono io, quando arriva la gara importante succede sempre qualcosa.

Vedo atteggiamenti che non mi piacciono, sono io il primo responsabile. Abbiamo giocato di qualità, ma oggi non basta”. "Sono giovane, voglio far giocare le mie squadre. Ma non posso accettare che nei momenti di difficoltà la mia squadra non abbia il coltello tra i denti.

Voglio vedere i ragazzi giocare da squadra, ci sono diversi episodi. Gli atteggiamenti li vedete, a volte facciamo i professori che la palla non arriva bene oppure restiamo lì con l'arbitro. Se oggi analizziamo la partita, il Napoli ha fatto quello che doveva qualitativamente.

Ma la qualità non basta, serve qualcosa in più. Poi il discorso Osimhen e altri discorsi vanno bene, ma io ho capito qual è il punto della questione. Bisogna cominciare a pensare con una testa sola, non con tante teste"

"Abbiamo fatto tutto noi. Ci siamo fatti male da soli, abbiamo creato. Io devo pensare al mio orticello. Quando arriva la partita importante succede sempre un qualcosa, noi dobbiamo alzare l'asticella anche in questo.

E' un problema mio, sono io che non riesco a far interpretare le partite in un certo modo. Ognuno di noi, io per prima, deve prendersi le sue responsabilità. Bisogna stare sul pezzo, non stare a giudicare. Il primo responsabile sono io.

Bisogna starci con la testa, ci manca un qualcosa, quella cosa di arrivare alle partite con l'occhio diverso. Pensiamo che solo con la tecnica, il giocare bene possiamo vincere. E' da tempo che succede. Questa squadra la guido io, le scelte le faccio io.

Ci sono cose che non mi piacciono, su cui batto da mesi. Vedo atteggiamenti che non mi piacciono e mi rimangono dentro, mi fanno stare male. Bisogna aggiustare quest'aspetto il più presto possibile" "Ibra? Resterà sempre un mio amico, abbiamo condiviso cose importanti.

Il Milan crede fortemente in Ibrahimovic, tutto ciò che fanno i compagni di Ibra lo fanno al 100%. E' più forte adesso che 10-12 anni fa. Loro fanno tutto col veleno, non è la squadra più forte.

Noi abbiamo giocato diverse palle bene, ma bisogna fare un passo avanti nella mentalità. Tante volte vogliamo fare troppo i professori. Io sto dicendo cose giuste perché me le sento dentro. Bisogna dirsi le cose in faccia tante volte, non pensare che tutto vada bene", aveva concluso Gattuso.