Milik: "Napoli, non sono stato trattato bene"



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Milik: "Napoli, non sono stato trattato bene"

Arkadiusz Milik sbotta contro il Napoli: "Il club voleva prolungare il contratto con me per altri 5 anni. Mi è stata data una scelta: firmare, o andarmene e io ho deciso che mi sarebbe piaciuto provare qualcosa di nuovo altrove.

Il mio agente si è messo a cercare una soluzione. C'era interesse da parte di alcune squadre e ci sono stati dei colloqui. Non voglio fornire dettagli o fare nomi, ma affinché il trasferimento avvenga, è necessario un accordo con il giocatore e tra entrambe le squadre.

C'è stato il via libera da parte mia, ma i club non andavano d'accordo e alla fine sono rimasto" Le parole di Milik "Se il mio futuro fosse legato a questioni economiche avrei prolungato. Ho ricevuto un'offerta a condizioni molto buone.

Io però voglio crescere, essere un calciatore migliore e credo che questo sia il momento giusto per provare una nuova sfida" "Non c'è mai stata ostilità da parte mia verso il Napoli, volevo risolvere tutto professionalmente.

Ho un grande rispetto per la società, qui ho trascorso quattro anni meravigliosi. Volevo separarmi in armonia. Non si può incolpare il giocatore per non aver lasciato, dal momento che non era colpa mia. Mancato inserimento in lista? Mi aspettavo una decisione del genere, ma l'ho scoperto dai media e la mancanza di comunicazione non è stata del tutto professionale.

Credo di non essere stato trattato bene. Ci sono anche altri giocatori nel club che non hanno rinnovato i loro contratti e per loro è tranquillo. Sono stato il capocannoniere della squadra nelle ultime due stagioni, dando sempre il cento per cento.

Soffrirò un po', ma resisterò" Il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca in una diretta Facebbok si è rivolto direttamente al presidente della Juve Andrea Agnelli. "Mi pareva doveroso fare una puntualizzazione, visto che non sono arrivati i ringraziamenti che dovevano essere rivolti alle Asl e al Napoli perché abbiamo evitato di contagiare Ronaldo.

La Juventus per bocca del suo presidente ha fatto una dichiarazione penosa, imbarazzante, dicendo che siccome c'è un protocollo sarebbero andati allo stadio per fare una dura competizione con i raccattapalle. Il presidente della Juve è un uomo appassionato, oltre che di palle e palloni, credo anche di filosofia.

Mi permetto di ricordargli quello che diceva Schopenhauer: la gloria bisogna conquistarla, l'onore basta non perderlo. Se io mi fossi comportato così, sentirei di aver perduto il mio onore sportivo. Come ci si può ridurre alla meschinità di pretendere di vincere un incontro con gli antagonisti messi in quarantena non per volontà propria, ma da una Asl?"

"C'è stata già l'esperienza del Genoa, ma provate a immaginare se il Napoli avesse fatto la stessa cosa: andiamo in allegria, tutti positivi di virus e di spirito, a fare l'incontro di pallone.

Poi magari una settimana dopo, Ronaldo positivo. Avremmo conquistato i titoli del New York Times, per la gloria dell'Italia" "Sul caso Juventus-Napoli le Asl Napoli 1 e Napoli 2 hanno fatto esattamente quello che prevede la legge a fronte del protocollo Figc che è un atto privato e che non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità.

Hanno fatto quello che prevede la legge e che prevede il Ministero della Salute, cioè mettere in isolamento domiciliare i contatti stretti per fare i tamponi e per assicurarsi, dopo i tempi di incubazione, che quelli controllati siano negativi.

E' intervenuta una complicazione, cioè che la Figc fa un protocollo in deroga rispetto alle disposizioni del Ministero e della Regione relative ai positivi, e qui si apre un piccolo polverone. Perfino il ct della Nazionale si è lasciato andare a un'esternazione che si poteva risparmiare. Con molta simpatia, ma ognuno deve fare il suo mestiere" Milik sembra lontano con la mente da questo caso.