Pradè: "Nessuna offerta per Chiesa"



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Pradè: "Nessuna offerta per Chiesa"

Dniele Pradè è tornato a parlare in conferenza stampa. "Il presidente Commisso è stato chiaro: in caso di offerte giuste, avremmo fatto partire Chiesa, ma ad oggi non sono mai arrivate. Federico si sta comportando benissimo, quindi avanti così.

Vedremo al 5 ottobre se le cose saranno cambiate o meno"

Le parole di Pradè

"Jack Bonaventura? Me l’ha proposto Raiola. Io ho chiamato Iachini e Commisso, mi hanno detto tutti di sì. Siamo completi nei reparti, in mezzo siamo davvero forti.

Con il nostro modulo servono due punte e noi ne abbiamo cinque...Forse serve un'alternativa a Biraghi per la fascia sinistra e probabilmente ci manca un sesto difensore. Thiago Silva? Non ho mai sentito il procuratore e nemmeno il Psg.

Stesso discorso per Mandzukic. De Paul lo conosco ed è forte, ma ora non rientra negli schemi tattici della Fiorentina, mentre Milik e Piatek sono due giocatori fortissimi, ma uno è a Napoli e uno a Berlino, non abbiamo mai parlato con nessuno dei due"

Aleksandar Kolarov è ufficialmente un nuovo giocatore dell'Inter: il calciatore serbo si trasferisce in nerazzurro a titolo definitivo dalla AS Roma. Non ci si abitua mai, alle guerre. Ma alle sirene sì. O almeno, così era per Aleksandar Kolarov e i suoi amici.

Avevano 14 anni e a Belgrado la vita degli adolescenti non era la stessa dei coetanei nelle altre parti del mondo. No, era scandita dagli avvisi dei bombardamenti. Le scuole, chiuse. Le giornate, così, passate a giocare a calcio, per strada, aspettando quel suono.

Che, ad un certo punto, veniva sfidato: il calcio libero dei ragazzi, fino a mezzanotte, oltre il coprifuoco. Passione e ossessione, in senso positivo. Un amore viscerale verso il pallone, quello di Aleksandar, classe '85 e con alle spalle tanto calcio, tantissimo calcio.

Dalle giovanili della Stella Rossa fino all'Inter, passando per il Čukarički Stankom, l'OFK Belgrado, la Lazio, il Manchester City, la Roma. Ma, soprattutto, passando per il cortile di casa, dalle sfide con il fratello Nikola.

Due, in particolare: quella in cui i due fratelli mettevano il pallone al centro e partivano, di corsa, da lati opposti, per contenderselo come nella pallanuoto. E poi i calci di punizione, a cercare quell'angolo impossibile sopra al cancello di legno, con i vicini pronti a inveire dai balconi.

Aleksandar Kolarov non si è mai sottratto: al lavoro, agli allenamenti, persino agli studi, conclusi nonostante una scelta di vita da fare a 17 anni, quella del pallone. Voleva arrivare a giocare in Premier League, missione portata a termine nel 2010 (7 anni al City).

Da piccolo aveva già molte certezze, una era l'ammirazione per la Stella Rossa e quel centrale che sapeva calciare così forte, così bene: Sinisa Mihajlovic. Da ala sinistra a terzino, un calcio coltivato con motivazione e disciplina.

E una serietà che Aleksandar si porta dietro da sempre, a costo di passare per burbero. Non lo è, è semplicemente Kolarov: amante del pallone, consapevole dei propri mezzi, voglioso, a 35 anni, di aggiungere una pagina importante a una carriera che l'ha portato ad essere il capitano della propria nazionale, la Serbia di cui va tanto orgoglioso.

Questo è Aleksandar Kolarov: non solo punizioni, che tutti conoscono bene. Ma un nuovo interista. In attesa di sapere che cosa farà Chiesa, non incedibile per Pradè,