De Rossi: "Fiorentina? Ci andrei a piedi"



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De Rossi: "Fiorentina? Ci andrei a piedi"

Daniele De Rossi ha parlato del suo futuro. "Ora devo iscrivermi al corso e poi prendere il patentino da allenatore. Fiorentina? Sarebbe una piazza dove andrei a piedi. Così come altre piazze di Serie A, ogni allenatore vorrebbe iniziare da piazze del genere.

Io al posto di Fonseca? Stiamo parlando del nulla, prima devo prendere il patentino e poi vedere chi mi vuole"

Le parole di De Rossi

"Ogni mia parola in una piazza come Roma pesa il doppio. La nuova società della Roma e il suo allenatore faranno il loro percorso, io il mio.

Mio padre mi ha detto che Fonseca è una persona squisita, da parte mia ha tutto il rispetto, umano e professionale. Un ritorno Totti alla Roma? Non lo so, dovete chiederlo a lui" Gianluca Petrachi è tornato a parlare in una lettera aperta due mesi dopo il suo addio alla Roma.

"Sta per iniziare la nuova stagione agonistica e, pur trovandomi forzatamente fuori dai giochi, voglio ringraziare i giocatori e i tifosi della Roma. Prima di tornare a parlare ho preferito attendere quasi due mesi dopo gli eventi traumatici e ingiusti che ho vissuto: dalla sospensione, passando per l'esonero, fino al termine della mia avventura, conclusasi con il licenziamento.

Naturalmente nelle sedi competenti i miei avvocati di fiducia faranno valere le mie ragioni. Tuttavia, ritengo opportuno tutelare la mia immagine, andando oltre la delusione e il rammarico provati a causa dei provvedimenti assunti dalla società nei miei confronti.

Ho finito, paradossalmente, per pagare a caro prezzo l'eccesso di fedeltà verso una proprietà che mi aveva fortemente voluto, e che mi aveva legato a se' con un contratto importante, volto a realizzare un progetto triennale.Un progetto che aveva degli obiettivi da raggiungere: rendere la Roma piu' giovane e vincente riducendo i costi di gestione.

In tal senso, fino a gennaio ho potuto operare in modo efficace. Infatti, con le cessioni di 15 giocatori e con l'inserimento dei nuovi acquisti, e' stato creato un gruppo omogeneo, equilibrato e competitivo. Non e' un caso se ben 7 elementi acquisiti sul mercato sono diventati titolari.

Gli stessi che avrebbero poi dovuto rappresentare lo zoccolo duro di una squadra che dopo la vittoria contro la Fiorentina era saldamente al quarto posto in classifica. Purtroppo pero', quando ho tentato di alzare un muro, di mettere uno scudo a difesa del gruppo, mi sono ritrovato solo contro tutti.

Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi. Sono stato lasciato solo a combattere una lotta che non potevo portare avanti senza il supporto di chi doveva essere al mio fianco. D'altronde, le battaglie da soli non si vincono", ha concluso l'ex ds della Roma che fu di De Rossi.