De Laurentiis: "No a campagna di saldi"



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De Laurentiis: "No a campagna di saldi"

Aurelio De Laurentiis ha parlato dal ritiro di Castel di Sangro. "Non faremo una campagna di saldi. Mi sembra di vedere tanti avvoltoi pronti a colpire in picchiata, ma noi abbiamo una corazza impenetrabile"

Le parole di De Laurentiis

"C'è un dato di fatto, se tiriamo una linea e sommiamo gli acquisti dello scorso ritiro con quelli di febbraio e quelli già fatti con Osimhen vediamo che abbiamo superato il tetto dei 300 milioni.

Voglio vedere se altre società hanno investito così tanto. Abbiamo 35 giocatori, e manca Petagna che per colpa del fratello è risultato positivo. Con il tecnico valuteremo chi deve restare e chi invece è meglio che vada altrove.

Se questo mercato dovesse rimanere rarefatto, allora anche noi dovremmo pensare di tenere i nostri pezzi da novanta. Una cosa deve essere chiara, non faremo una campagna di saldi. Mi sembra di vedere tanti avvoltoi pronti a colpire in picchiata, ma noi abbiamo una corazza impenetrabile.

Non otterranno quello che cercano ai prezzi che farebbero comodo a loro" Aurelio De Laurentiis rivuole i tifosi allo stadio: “Mi auguro sia una grande apertura, poi quando verrà ne parleremo con Gravina.

Qui ci stiamo muovendo molto male a livello nazionale, il problema è che se io fossi stato nel governo avrei preteso che in entrata non sarebbe dovuto venire nessuno straniero, e viceversa non doveva uscire nessun italiano.

Ci lamentiamo che tutti vanno alle Maldive, a Dubai, quando noi abbiamo le zone più belle del mondo che molto ignorantemente non conoscono. I soldi li dobbiamo lasciare a casa nostra”. Capitolo Osimhen: “E’ stato sette mesi fermo, deve conoscere il calcio italiano, bisogna dargli tempo e spazio.

Prego i tifosi di supportarlo invece di sopportarlo, cosi arriverà l’aiuto che lo farà crescere ed inserire in un contesto dove Rino Gattuso non farà sconti a nessuno”. Poi l'attacco a Ceferin.

“In questo momento sono avvilito, non stuzzicato, si pensa solo a fare un assist a Ceferin, come se lui fosse il finanziatore di tutti i sistemi calcistici europei. Sono sorpreso da tutte le leghe, bisognerebbe che fossero più unite tra di loro.

Non possiamo dire apriamo per fare un assist a Ceferin visto che ci sono i campionati europei, il tifoso è innanzitutto per i campionati nazionali. Se tieni gli stadi chiusi stai facendo un autogol a tutto il calcio italiano, stai offendendo milioni di tifosi che al voto potrebbero mandarvi al diavolo, attenzione a non sbagliare”.

Chiosa sui diritti tv. "Io ho consigliato la strada dell’autonomia e della maturità, siamo tutti industriali ma se siamo legati al passato allora siamo industriali superati, ho cercato di aprire ad una riflessione.

Non dico sia il modello Aurelio De Laurentiis, dico che è un modello che funziona, potrebbe determinare anche la ricchezza dei club minore, l’importante è dotare i club medio-piccoli di una capacità economica per competere anche con quelli medio-grandi, altrimenti si ha un torneo squilibrato.

Il campionato è tutto da rivedere, bisognerebbe mettere dei premi, mettendo quel fatturato in più che ho scritto si potrebbero mettere premi. Poi metterei un obbligo, non ci si può sempre far dare giocatori in prestito, il 65% di quegli introiti bisogna investirli sul mercato”.