Spadafora: "Stadi aperti fuori dalla realtà"



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Spadafora: "Stadi aperti fuori dalla realtà"

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli della riapertura degli stagi, gelando i tifosi.

Le parole di Spadafora

"Il campionato di calcio si chiuderà con il weekend e già questo mi sembra un grande successo.

Siamo stati cauti e abbiamo fatto le cose con calma, riaprendo solo quando è stato possibile e non quando qualcuno ha provato a costringerci a farlo. Ora, per settembre, speriamo si riparta in tranquillità. Sull'apertura degli stadi, bisogna ancora capire come evolverà la situazione sanitaria.

Le fughe in avanti di chi vuole ripartire subito e con gli stadi aperti sono fughe fuori dalla realtà, che trovano riscontro nelle decisioni del Governo. Il Presidente Gravina si dice preoccupato per la ripartenza per la rigidità dei protocolli sanitari? Anche io lo solo, perché sono preoccupato principalmente della situazione emergenziale sanitaria in Italia.

Nel momento in cui capiremo come evolve la situazione sanitaria, ci occuperemo anche del calcio e di tutto il resto" A 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento il presidente federale Gabriele Gravina aveva già esternato le sue preoccupazioni.

"La mia mente e il mio cuore sono già al di là di questa stagione. Sono molto preoccupato per la prossima: le squadre dovranno cominciare tra non molto i raduni e la preparazione e siamo in grandissimo ritardo nella conoscenza delle nuove procedure da seguire.

Non sappiamo questo stato d'emergenza per quanto tempo ancora sarà prorogato. Non è detto che si possa partire il 12 settembre" "Il pranzo con Lippi? Con Marcello capita spesso, c'è un rapporto di amicizia consolidato in tanti anni di attività.

Mi dispiace che a volte anche quando viviamo momenti di tranquillità qualcuno ami creare qualche tensione inutile. Con Mancini non c'è nessun problema, il rapporto è molto forte e solido" "La riforma è un fatto importante, ci sono alcune criticità che devono essere a mio avviso affrontate meglio e mi riferisco alla vendita del titolo sportivo e all'abolizione del vincolo.

Ci sono sicuramente dei principi molto validi ma bisogna applicarli con una certa gradualità. D'altra parte la legge fondamentale dello sport italiano è del 1981. E' arrivato il momento di rivedere qualcosa", aveva concluso Gravina, prima di queste parole di Spadafora.