Diaconale: "Strapotere Lotito? Una balla"



by   |  LETTURE 254

Diaconale: "Strapotere Lotito? Una balla"

Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, è tornato a parlare del presidente Lotto, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. "E' una questione di pressioni ambientali innescate ad arte, vogliono metterci in difficoltà in questa rincorsa alla Juventus.

Tutto si fonda su una balla, come se fossimo diventati una superpotenza in grado di manovrare gli arbitri. Una mitizzazione strana, non rispondente ovviamente alla realtà"

Le parole di Diaconale

"Da più parti ascolto questa leggenda di un presunto strapotere del Presidente Lotito, quando invece storicamente gli strapoteri nel calcio sono ben altri ed appartengono ad altri club.

Non mi sembra, infatti, che sia stata la Lazio a vincere gli ultimi scudetti del nostro campionato" Diaconale aveva parlato su Facebook dopo il delicato intervento alla testa in conseguenza del malore che lo aveva portato in ospedale.

"Non sono riuscito a ringraziare personalmente lo straordinario numero di persone che ha manifestato solidarietà e sostegno nei miei confronti in questo momento non facile della mia vita. Lo faccio oggi in maniera meno diretta e più generale, ripromettendomi, ovviamente, di poter ristabilire i passati rapporti amicali quando la mia emergenza sarà terminata e la ripresa della mia vita normale sarà tornata possibile.

C’è un punto che mi sta molto a cuore, che intendo chiarire subito: non si tratta di ringraziamenti formali. Perché anche l’immenso abbraccio di calore ed affetto che ho avvertito e che ha tanto rincuorato e confortato la mia famiglia nei momenti più difficili e che mi ha donato forza e coraggio per andare avanti, non è mai stato connotato da alcun tratto di vuota formalità.

Piuttosto, mi è giunto con una intensità ed una carica umana molto profonde e sincere. Subito dopo l’operazione in cui mi è stata aperta la calotta cranica per rimuovere il malevolo intruso che vi si era insediato, mi era capitato di riflettere sul fatto che la pandemia non aveva generato i tanto attesi, spesso in maniera forzosa, cambiamenti sulla natura di un Paese che ormai si è tendenzialmente consegnato al cinismo spietato e che è spesso poco solidale.

Un’amara considerazione, la mia, a cui mi aveva spinto la lettura di una nota pubblicata sul Corriere della Sera da Stefano Agresti in cui si dava notizia del mio intervento e si esprimeva una severa condanna di coloro che nel commentare la mia vicenda sui social network mi auguravano la morte tra i più atroci patimenti", aveva detto Diaconale.