Gravina: "Non c'è nessun piano B"



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Gravina: "Non c'è nessun piano B"

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ribadisce il suo obiettivo. "Mi auguro che questa epidemia consenta in tempi rapidi, a noi e soprattutto agli scienziati, di riaprire gli stadi per poter vivere al meglio questo spettacolo e queste gare che stanno catturando ancora una volta la passione degli italiani.

Quando? Noi siamo pronti, ma devono dirlo gli scienziati"

Le parole di Gravina

"Dopo la ripartenza il campionato sta crescendo, mercoledì è stata una giornata di tantissimi gol e migliora anche tecnicamente.

Manca ancora quel piccolo tassello che credo sia indispensabile, cioè la partecipazione dei tifosi allo stadio. Il 'piano B' non lo abbiamo votato perchè ormai il campionato è partito. Siamo a fine giugno e non mi pare che ci siano presupposti che creino preoccupazione.

I controlli sono attenti e siamo tranquilli, sicuri e ottimisti che si possa arrivare alla fine. Evitiamo tensioni che al momento non fanno bene" Gravina ha parlato anche lunedì a Radio Anch'io lo sport, godendosi la ripresa del calcio.

"Ci stiamo avviando alla normalità. Non va dimenticata l'esperienza drammatica: ci serva per migliorare come persone e uomini di sport. Il Paese sta tornando a riconquistare i propri spazi di relazione. Se l'evoluzione positiva della curva epidemiologica, i tifosi negli stadi saranno l'ultimo tassello.

Se ho temuto che tutto si fermasse definitivamente? Si, in particolare quando la Francia ha sospeso i propri campionati" "Col ministro Spadafora abbiamo avuto un rapporto costante e collaborativo, gli devo dare atto che la sua prudenza ci ha consentito di ripartire al momento giusto.

Gli devo riconoscere questo senso di responsabilità e questa forma di rispetto per gli italiani. Il presidente del Coni ha vissuto questi momenti in maniera distaccata, forse eccessivamente preoccupato dall'idea che la nostra potesse essere l'unica Federazione - fra i giochi a squadre - a ripartire.

Questo non ha aiutato il percorso, penso però che avrà avuto le sue buone ragioni. Con il presidente della Lega di A, Dal Pino, che ringrazio, abbiamo vissuto momenti di grande tensione e preoccupazione, ma insieme abbiamo scoperto la possibilità di fare squadra ed è quello che io auspico anche con tutte le altre componenti del calcio.

Oggi stiamo riscoprendo il senso di appartenenza e questo mi fa molto piacere. E' arrivato, per il calcio, il momento del grande senso di responsabilità, bisogna prendere spunto per creare una vera e propria riforma.

L'algoritmo? E' una parola che ha dato adito a varie forme di interpretazione, bisogna ricondurla alla media ponderata. Attualmente ci sono squadre con una partita in meno, non sarebbe giusto prendere l'attuale classifica, l'algoritmo vuole mettere tutti nelle stesse condizioni"