Diaconale: "Lotito virologo ad honorem"



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Diaconale: "Lotito virologo ad honorem"

Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, si è preso una bella rivincita con la ripartenza e ha punzecchiato Andrea Agnelli: "Visto? Tra i tanti professionisti l’unico che aveva previsto la possibilità di riprendere il campionato è stato proprio Lotito"

Le parole di Diaconale

Il presidente della Juventus aveva infatti dato ironicamente del "virologo" a Lotito. "La mia polemica è stata una forzatura. Però poi del resto i fatti hanno dato ragione ad Agnelli, tra i tanti virologi professionisti l'unico che aveva previsto la possibilità di far ripartire la Serie A è stato Claudio Lotito.

Meriterebbe un riconoscimento ad honorem!" "Il calcio italiano riprende la sua corsa. Per chi si è battuto per impedire che si fermasse definitivamente provocando danni ciclopici all’intero settore è una grande soddisfazione - ha scritto Diaconale su 'L'opinione della libertà' -.

Il prossimo passo è ripopolare di tifosi lo stadio in tutta sicurezza" Arturo Diaconale, responsabile comunicazione della Lazio, era intervenuto a 'Punto Nuovo Sport Show' su Radio Punto, in difesa del presidente Lotito.

"Sicuramente, che ci sia l'intenzione di fargliela pagare, è un dato di fatto oggettivo. Cairo ha una grande potenza, anche gli Agnelli, Lotito vuole giocare ad armi pari in un sistema in cui c'è una sproporzione di armi.

Il suo attivismo è un modo per avere garanzia rispetto a questa disparità" "Claudio Lotito è un presidente super attivo che ha voluto spendersi nel mondo del calcio perché consapevole che in assenza di attività avrebbe pagato conseguenze pesanti.

Il campionato riprende e guarda caso scattano una serie di polemiche, vecchie accuse, tutte quante rivolte al presidente della Lazio. Non credo ai complotti, però credo a quello che diceva Agatha Christie: quando gli indizi sono numerosi, diventano prove.

Che ci sia una certa volontà, da parte di qualcuno, di depotenziare e mettere in condizioni difficili Lotito, è un dato difficilmente contestabile. Non credo alla santità delle persone, ognuno è responsabile delle proprie azioni.

Si vuol far pagare a Lotito questa pretesa di giocare ad armi pari, questa è la mia impressione. Mi auguro che non si riesca, ma mi auguro anche una parità. Sono di cultura liberale, figuriamoci incolpare chi ha saputo reggere e conquistare posizioni di forza e di potere.

Dico semplicemente che non posso non difendere il diritto di Lotito di navigare senza essere il bersaglio di siluri in un mare tempestoso, né il diritto della Lazio di crescere evitando di ritrovarsi in mezzo a sbarramenti che cercano di evitare di impedire questa crescita.

È nel diritto di tutti avere la possibilità di crescere, svilupparsi, conquistare posizioni e credo che per farlo si debba essere attrezzati anche caratterialmente, intellettualmente, oltre che economicamente", aveva concluso Diaconale.