Parma, D'Aversa: "Ho avuto il Covid-19"



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Parma, D'Aversa: "Ho avuto il Covid-19"

L'allenatore del Parma Roberto D'Aversa ha scoperto di avere avuto il Covid-19: "Dopo la Spal ho avuto un po' di febbre, sintomi leggeri, cose che mi succedono ogni anno. Ma, visto il momento, sono stato responsabile per non mettere a rischio a nessuno.

Solo dopo i test sierologici fatti in vista della ripartenza del calcio ho saputo di averlo contratto. Ho avuto paura, più per la famiglia che per me stesso"

Le parole del tecnico del Parma

In un'intervista a Parma Today, spiega la sua quarantena: "Mia moglie dopo la chiusura delle scuole è andata a Pescara, temevo più per la salute dei miei genitori, vista l'età.

I miei figli hanno capito tutto da soli, i più grandi sono stati i primi a spaventarsi e a non voler uscire di casa, la più piccola ha dimostrato maturità volendo indossare la mascherina" "Inizialmente il pallone è andato in secondo piano, la gente moriva e non riuscivo a concentrarmi.

Allora ho sistemato la casa, il terrazzo: cose per le quali di solito c'è meno tempo. Dal punto di vista sportivo c'è stata confusione, dal punto di vista del cittadino vorrei che ad ogni italiano sia data la possibilità di fare un tampone.

Spero che quanto successo possa farci migliorare tutti" Ha scatenato invece un caso l'intervista concessa da Gian Piero Gasperini alla Gazzetta dello Sport. "Senza febbre non ho mai fatto il tampone. Dieci giorni fa i test sierologici però hanno confermato che ho avuto il Covid-19.

Ho gli anticorpi, che non vuol dire che ora sono immune" "Il giorno prima della partita di Valencia stavo male, il pomeriggio della partita peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Era il 10 marzo. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco.

Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40. Ogni due minuti passava un’ambulanza. Lì vicino c’è un ospedale. Sembrava di essere in guerra. Di notte pensavo: se vado lì dentro, cosa mi succede? Non posso andarmene ora, ho tante cosa da fare...

Poi sabato 14 ho fatto un allenamento duro come non ricordavo da anni. Un’ora sul tapisroulant, più di 10 chilometri di corsa. Mi sono sentito bene, forte. Il peggio era passato. Il giorno dopo Vittorio, chef stellato tifoso della Dea, ci ha fatto arrivare 25 colombe e Dom Perignon del 2008, anno di grazia.

Lo assaggio e dico: “Ma questa è acqua.”. . Tullio Gritti, il mio secondo mi guarda storto: “Scherzi? E’ una delizia”. La colomba mi sembrava pane. Avevo perso il gusto"