Prandelli: "Ibra farebbe molto bene al Bologna"

L'ex ct azzurro ha anche sconsigliato allo svedese il ritorno al Milan

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Prandelli: "Ibra farebbe molto bene al Bologna"

Claudio Prandelli è favorevole ad un ritorno in Serie A di Zlatan Ibrahimovic. L'ex allenatore ha sconsigliato però allo svedese di andare al Milan, e che lo vedrebbe meglio in una città come Bologna: "Lo vedrei bene al Bologna, potrebbe dare ulteriore entusiasmo alla città.

Al Milantornerebbe a casa però non penso che possa fare la differenza per le aspettative che possono avere in questo momento. Il Milan sta programmando e ci vuole tempo, come hanno fatto le grandi squadre. Le aspettative sono troppo alte"

Non è d'accordo con lui Claudio Gentile: "Quando si parla di certi ritorni non è il calcio che ci guadagna. Se un giocatore di 38 anni può ancora essere invocato per fare la differenza nel campionato italiano, mi preoccupo.

Vuol dire che non mancano solo i difensori, ma anche gli attaccanti" Parole molto dure nei confronti dello svedese che ormai viene visto di troppo in un campioanto competitivo come il nostro. Prandelli, infine, ha parlato dell'Inter: "Conte in pochi mesi ha dato una quadratura, un'impronta importante.

La squadra va in campo e sa cosa deve fare, i giocatori sono convinti, molto, molto velocemente è riuscito a trovare un buon equilibrio. Gli manca probabilmente una rosa un po' più competitiva" Cesare Prandelli premia il lavoro del tecnico arrivato in estate sulla panchina dell'Inter.

Passando alla Juventus, Sarri "e' stato molto, molto intelligente a non stravolgere inizialmente una squadra che da otto anni sta vincendo. Piano piano comunque si inizia a vedere la sua filosofia, stanno facendo un grande lavoro", ha spiegato l'ex ct ai microfoni di Radio anch'io Sport su Radiouno.

Il tecnico ha poi parlato della volontà della Serie A di ringiovanire le squadre: "Finalmente, sono anni che dicevamo di avere questo coraggio. I nostri giovani non hanno niente da invidiare a quelli che arrivano da lontano, l'unico limite è che forse soffriamo un po' di più a livello emotivo, di critica, la crescita"