La lunga storia di Lozano verso Napoli - Parte 2

Il sogno, l'obiettivo e poi l'arrivo. Ancelotti si gode Lozano

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La lunga storia di Lozano verso Napoli - Parte 2

Lozano è un killer d'area di rigore, ha segnato 40 gol in due anni col Psv e molti sono di rapina, da centravanti navigato, qualcuno "alla Inzaghi" - ricordate quello all'Inter in Champions? - e altri belli da vedere, come la rete al Mondiale contro la Germania.

Perché Lozano sa fare tante cose, non è un rifinitore puro e neppure un palleggiatore, ma un finalizzatore atipico. Ha velocità, resistenza fisica, intelligenza tattica. In queste prime partite - dove ha giocato da vero centravanti, più alto anche di Mertens che gli gira attorno - sta imparando a conoscere i compagni e il campionato italiano, dovrà allenarsi per entrare negli schemi, coinvolgendo la squadra nei suoi movimenti.

L'impatto con la Serie A è stato devastante: il gol alla Juve è la fotografia del suo calcio. Lozano ha percepito uno spazio, lo ha attaccato e ha fatto gol. Capiterà ancora. Poi ci saranno anche i dribbling, certo, così come le percussioni e i gol nello stretto, i gialli che invocherà e qualche sprint che farà impazzire i tifosi.

Ma quella è l'altra faccia di un talento del 2019 che si è calato perfettamente nelle esigenze della realtà tattica in cui è nato. Perché - citando Ancelotti - non serve una struttura fisica particolare per far gol. Per info chiedere a Mertens, bomber tascabile. A breve nessuno come lui nella storia del Napoli. Fonte: tuttonapoli.net