Torinogranata.it Parte 1 di 2

Per il bene del Toro giochi chi ne ha le capacità, per gli altri c’è la panchina

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La sconfitta con il Lecce anche a distanza di due giorni continua a far arrabbiare chi ha veramente a cuore il Toro perché è un déjà vu che come un incubo puntualmente fa naufragare i sogni di gloria.

Infatti, tutte le volte che il Torino vincendo potrebbe raggiungere una posizione di classifica vantaggiosa perde e per di più lo fa con squadre alla portata. E il Lecce era eccome alla portata: neo promosso, con un buon numero di nuovi giocatori alcuni arrivati a ridosso della chiusura del mercato, con calciatori anche importanti infortunati o non ancora in ottimali condizioni di forma.

La rabbia è giustificata perché il Torino se avesse vinto si sarebbe trovato al primo posto insieme all’Inter e, soprattutto, non avrebbe lasciato tre punti per strada. La partita sarà anche stata influenzata da episodi che lasciano dubbi sulle interpretazioni e conseguenti decisioni dell’arbitro anche dopo averli visti e rivisti - il gol annullato per fuorigioco a Belotti smarcato da Zaza e con il pallone che era arrivato al “Gallo” dopo che era stato toccato da un giocatore del Lecce e il rigore negato nei minuti di recupero a Belotti trattenuto in area da Rigoni -, ma resta il fatto che i granata abbiano disputato una delle più brutte partite degli ultimi mesi.

Ed è qui che sorgono gli interrogativi sul reale valore di alcuni giocatori che hanno alle volte la capacità di effettuare giocare anche pregevoli, ma che commettono troppo spesso errori sia di gioco, passaggi sbagliati, tempi d’intervento scorretti, sia sull’interpretazione della partita, sottovalutazione dell’avversario, presunzione che porta a pensare che tanto qualcuno impedirà che il gol lo si subisca e che prima o poi una rete la si riuscirà a segnare. Immaturità e qualche deficit d’ambizione. A cura di Elena Rossin per torinogranata.it