“Botte da orbi” Wenger-Podolski tra verita' e bugie



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“Botte da orbi” Wenger-Podolski tra verita' e bugie

Che il rapporto tra Lukas Podolski e Arsene Wenger si fosse definitivamente incrinato lo si era capito da tempo. ma che fosse addirittura arrivato al "punto di non ritorno" nessuno se lo immaginava. Nei giorni scorsi il tecnico dell’Arsenal aveva candidamente ammesso: «Se Podolski è andato all’Inter è grazie a me.

Ho parlato con lui e gli ho consentito di andare». Il tedesco, però, non ci sta e replica, piccato, al Sun: «Wenger non mi ha detto proprio niente – ha detto il neo-nerazzurro -. Non mi ha né chiamato né tantomeno salutato.

Non è che volessi dei fiori o un bacio, però credo che salutare sia una questione di rispetto. Giocavo poco? Se avessi fatto cinque o dieci partite di m… allora avrei capuito. Ma ho dato tutto quello che avevo per l’Arsenal e non credo di aver fatto niente di male: mica mi sono ubriacato in un club».

Poi il giocatore svela il retroscena del suo addio: «Quando è maturata l'idea di andarmene? In Champions League contro il Galatasray: avevo giocato benissimo segnando una doppietta. Però poi in campionato sono tornato in panchina.

Lì ho capito che era ora di andare via». Immediata la replica di Wenger: «Smentisco categoricamente. Ho parlato spesso con lui su un suo possibile trasferimento e non dimenticate che per andar via ha avuto bisogno del mio permesso, altrimenti sarebbe rimasto.

Non ha avuto molte opportunità di giocare, lo riconosco, per questo gli ho permesso di andarsene. Ho molti giocatori nel suo ruolo. E comunque è un prestito di sei mesi senza opzione di riscatto, alla fine tornerà da noi».