Marotta: "Meno impegni per le Nazionali"



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Marotta: "Meno impegni per le Nazionali"

L'ad dell'Inter Beppe Marotta prima della sfida di campionato contro il Parma si è sfogato. "Fra due settimane c'è la pausa per le Nazionali: io non voglio boicottare le manifestazioni, dico che un giocatore per rispondere alle convocazioni delle Nazionali deve essere in una condizione psico-fisica idonea per farlo.

Quando si manda un giocatore, se è già affaticato è evidente che rimanga a casa per il bene di tutti. Chiedo che ci sia maggior rispetto per i club"

Le parole di Marotta

"Sicuramente è una situazione che affronteremo con rigidità.

Dobbiamo rispondere ai molti impegni ufficiali che abbiamo e mi sembra giusto che anche le Federazioni ci vengano incontro. È un malumore che serpeggia nei vari club. Siamo davanti a una situazione anomala, abbiamo già un grande impedimento che è il Covid, sta nel buon senso di tutti"

"Abbiamo detto che l’anno scorso si è chiusa una stagione anomala, questa è ancora più anomala. Non è un alibi, ci sono tante partite ravvicinate. Aggiungiamo gli infortuni e le assenze per Covid: ne viene fuori che gli allenatori non riescano mai a studiare una formazione anticipata.

Dobbiamo cercare di anticipare queste situazioni, cercando di limitare le partite della nazionale, perché altrimenti si fa fatica a gestire le squadre fino a fine campionato”. "Lukaku? Dobbiamo affidarci alle indicazioni dello staff medico.

Dobbiamo andare con i piedi di piombo, vediamo quello che succede. La situazione è comunque delicata”. "Siamo contenti di questa rosa, il lavoro di Ausilio è egregio. L'allenatore sta facendo del suo meglio, tutti noi stiamo cercando di valorizzare le risorse che abbiamo, che sono frutto di un disagio creato dal Covid.

Non si può ipotizzare cosa succederà a gennaio", ha concluso Marotta. Nel post partita Marotta ha poi parlato nuovamente: "Per vincere bisogna buttare dentro la palla. Però premessa a parte, è mio dovere esprimere il mio commento in merito agli arbitraggi ricevuti.

Purtroppo c'è un vuoto normativo-remgolamentare: il Var come ben sapete interviene in caso di errore dell'arbitro, questo però non giustifica il fatto che si debba assistere ad un susseguirsi di valutazioni sbagliate.

Anche oggi c'era un evidente rigore a nostro vantaggio, quindi l'arbitro o chiede ausilio dei collaboratori o il Var deve intervenire. Significa creare forte disagio sull'incidenza del risultato. In questo caso magari non si sarebbe verificato perché la nostra non è stata una delle migliori prestazioni però ne parlo perché dopo sei partite era giusto farlo"