Biraghi: "Sempre il nerazzurro nel cuore"



by   |  LETTURE 212

Biraghi: "Sempre il nerazzurro nel cuore"

Cristiano Biraghi saluta l'Inter con un bel post su Instagram.

Le parole di Biraghi

"Aver vestito questi colori per me è stato un onore e un privilegio. Aver giocato nella squadra della mia città, la squadra per la quale ho sempre fatto il tifo.

È inutile nascondere i sentimenti, soprattutto quando si chiude una pagina. Finisce dopo un anno questa grande opportunità, che sono convinto di aver onorato nel migliore dei modi. Indossare questa maglia, giocare a san Siro, contribuire alla crescita di una grande squadra ha un sapore speciale.

Una stagione intensa, vissuta sempre al massimo, utilizzando ogni energia. Avrei voluto poter festeggiare con un trofeo, ci siamo solo andati vicinissimo: sarebbe stato un sogno. Mi rimangono nel cuore 12 mesi fantastici. Mi rimangono i colori, le emozioni forti, le sensazioni uniche, i 3 gol e i 7 assist e anche le panchine.

I tifosi, nei quali mi sono sempre rispecchiato. Passare dalla curva al campo è un passo che non molti hanno avuto l’onore di fare. Io ho avuto questo privilegio e sarò sempre grato di questo. Per questo ringrazio tutti, nessuno escluso, per questa bella opportunità.

Ora si cambia di nuovo pagina: con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia e ancora più ambizione. Ma sempre con l’Inter nel cuore" Aleksandar Kolarov è ufficialmente un nuovo giocatore dell'Inter: il calciatore serbo si trasferisce in nerazzurro a titolo definitivo dalla AS Roma.

Non ci si abitua mai, alle guerre. Ma alle sirene sì. O almeno, così era per Aleksandar Kolarov e i suoi amici. Avevano 14 anni e a Belgrado la vita degli adolescenti non era la stessa dei coetanei nelle altre parti del mondo.

No, era scandita dagli avvisi dei bombardamenti. Le scuole, chiuse. Le giornate, così, passate a giocare a calcio, per strada, aspettando quel suono. Che, ad un certo punto, veniva sfidato: il calcio libero dei ragazzi, fino a mezzanotte, oltre il coprifuoco.

Passione e ossessione, in senso positivo. Un amore viscerale verso il pallone, quello di Aleksandar, classe '85 e con alle spalle tanto calcio, tantissimo calcio. Dalle giovanili della Stella Rossa fino all'Inter, passando per il Čukarički Stankom, l'OFK Belgrado, la Lazio, il Manchester City, la Roma.

Ma, soprattutto, passando per il cortile di casa, dalle sfide con il fratello Nikola. Due, in particolare: quella in cui i due fratelli mettevano il pallone al centro e partivano, di corsa, da lati opposti, per contenderselo come nella pallanuoto.

E poi i calci di punizione, a cercare quell'angolo impossibile sopra al cancello di legno, con i vicini pronti a inveire dai balconi. Aleksandar Kolarov non si è mai sottratto: al lavoro, agli allenamenti, persino agli studi, conclusi nonostante una scelta di vita da fare a 17 anni, quella del pallone.

Voleva arrivare a giocare in Premier League, missione portata a termine nel 2010 (7 anni al City). Da piccolo aveva già molte certezze, una era l'ammirazione per la Stella Rossa e quel centrale che sapeva calciare così forte, così bene: Sinisa Mihajlovic.

Da ala sinistra a terzino, un calcio coltivato con motivazione e disciplina. E una serietà che Aleksandar si porta dietro da sempre, a costo di passare per burbero. Non lo è, è semplicemente Kolarov: amante del pallone, consapevole dei propri mezzi, voglioso, a 35 anni, di aggiungere una pagina importante a una carriera che l'ha portato ad essere il capitano della propria nazionale, la Serbia di cui va tanto orgoglioso.

Questo è Aleksandar Kolarov: non solo punizioni, che tutti conoscono bene. Ma un nuovo interista. Che di fatto prende il posto di Biraghi.