Julio Cesar: "L'Inter tornerà a vincere"



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Julio Cesar: "L'Inter tornerà a vincere"

Con le sue parate e la sua passione ha conquistato tutti i tifosi. Julio Cesar, 300 presenze con la maglia dell’Inter, oggi ha fatto visita alla sede nerazzurra ritrovando amici e trofei (14 quelli conquistati con la maglia nerazzurra) che l’hanno accompagnato nei sette anni in cui ha difeso la nostra porta.

Per l’ex portiere brasiliano, fresco vincitore della Hall of Fame 2020, anche qualche domanda ai microfoni di Inter TV: “È un piacere essere qui, sono stati 7 anni bellissimi, è molto bello vedere queste coppe e sapere di fare parte di questa storia, dei momenti importanti che ho vissuto con questa maglia, con questa società.

Ogni volta che ho l’opportunità di venire a Milano e incontro i tifosi mi fa molto piacere chiacchierare dei bei momenti che abbiamo trascorso insieme. È bello sapere che sia umanamente che in campo ho lasciato qualcosa, che sono riuscito a dimostrare chi sono, non ho mai avuto vergogna di emozionarmi anche di fronte alle telecamere e queste cose mi hanno permesso di avvicinarmi ancora di più a loro.

Questa è stata una casa per me e per la mia famiglia e mi ha permesso di farmi conoscere a livello internazionale, non posso che essere sempre grato a questa società”.

Le parole di Julio Cesar

Sugli impegni attuali: “Oggi sto lavorando come procuratore, dopo che mi sono ritirato nel 2018 ho puntato su questo, ho cominciato a studiare e penso che grazie alla mia storia e con quello che ho vissuto nel mondo del calcio poter aiutare altri a diventare giocatori professionisti, a raggiungere il loro sogno, che è lo stesso sogno che avevo io sia bella opportunità”.

Tra i migliori della sua epoca, Julio Cesar ha incarnato un mix di esplosività e tecnica: “In allenamento mi è capitato più volte di mettere in difficoltà qualche mio compagno. Mi ricordo che una volta Burdisso si arrabbiò per un numero che avevo fatto contro di lui.

Per me era divertente, da piccolo ho cominciato a giocare a calcio a 5 fuori, poi ho scoperto di avere questa passione e mi sono spostato in porta e ho capito veramente cosa volevo dal mio futuro. Quello era un momento di cambiamento e cercavano portieri che sapessero giocare anche con i piedi e io avevo queste caratteristiche.

Il calcio oggi è cambiato tanto, adesso è fondamentale saper giocare bene con i piedi anche se si sta in porta, perché il portiere deve essere un giocatore in più, per permettere di avere una superiorità numerica”.

Sull’Inter di oggi: “Conte sta facendo un bellissimo lavoro, purtroppo non abbiamo vinto la finale, ma ci siamo andati vicino e penso che questo gruppo possa solo crescere e giorno dopo giorno prendere la giusta fiducia per tornare a vincere”.

Infine, un messaggio a tutti i tifosi: “Sarò sempre grato a tutti coloro che mi hanno abbracciato e mi hanno dimostrato il loro affetto nei 7 anni in cui sono stato qui, avranno sempre una parte del mio cuore”.